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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 prima esclusa sicuro, incerte prime e seconde realmente

Dopo aver rimandato la quota 100 anche novità pensioni attuali di quota 41 sono ancora incerte: ultime spiegazioni e cosa ancora si attende




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): Con la presentazione delle prime proposte di miglioramento ai testi delle novità per le pensioni si capisce come siano ancora tanti i punti lasciati irrisolti ovvero quelli per i quali sarebbe stata necessaria una maggiore attenzione nella loro definizione. Non stupisce allora, come dimostrato dalle ultime e ultimissime notizie, che sia presa di mira anche quota 41. E mentre arrivano i miglioramenti, quota 100 è definitivo come dicevamo ieri che non ci sarà nella stessa linea dei miglioramenti

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Non è affatto un cliché che in Italia le cose sono sempre molto complicate. Basta osservare il quadro delle novità per le pensioni per rendersene conto. Se quota 100 è stata espressamente esclusa, delle mini pensioni resta ancora tanto da precisare mentre su quota 41, come testimoniato dalle ultime e ultimissime notizie, c'è molta scontentezza.

Dopo aver rimandato la quota 100 perché troppo costosa (richiederebbe tra i 7 e i 10 miliardi di euro), la maggioranza sta portando avanti le novità pensioni di mini pensione e quota 41, in maniera molto limitata e ristretta, però. E stando alle ultime notizie, nonostante le spiegazioni e i dettagli forniti sul funzionamento di questi due meccanismi che permetterebbero a determinate categorie di lavoratori soprattutto di anticipare l’età pensionabile, la stessa quota 41 non sarebbe poi davvero sicura, ancora. Manca, infatti, esattamente come per altre importanti definizioni di tassi di interesse e copertura di assicurazione, il Dpcm della presidenza del Consiglio con la definizione dei particolari relativi alla quota 41. Il decreto del presidente del Consiglio, che dovrebbe essere emanato entro 60 giorni dall'approvazione del testo unico, anche se incerto anche questo limite temporale, dovrebbe prevedere la definizione dei requisiti specifici per l'accesso alla quota 41 per chi svolge occupazioni faticose; sistemi di verifica che i requisiti richiesto per la quota 41 siano effettivamente soddisfatti, anche in relazione alla documentazione richiesta; ed eventuale individuazione dei criteri di priorità da applicare a coloro che richiedono la pensione anticipata con la quota 41.  

Incertezza anche per quanto riguarda il sistema di adeguamento all’aspettativa di vita: è possibile, infatti, che questo sistema venga modificato con conseguente cambiamento delle aspettative di vita che se cambiassero, prevederebbero altri cambiamenti conseguenti. Tuttavia, si tratta di una sorta di speranza relativa a questo cambiamento perché, in realtà, come trapelato dalle ultime e ultimissime notizie, riportate anche da alcuni esponenti dei gruppi online che avrebbero presentato richiesta di tale revisione al presidente del Comitato ristretto per le pensioni, una possibile revisione delle speranze di vita per i quota 41 dovrebbe avvenire nel 2019. Al momento, infatti, stando a quanto riportato dal primo testo ufficiale, al requisito dei 41 anni di contributi continuano ad applicarsi gli adeguamenti alla speranza di vita, quindi per ora non dovrebbe cambiare nulla, ma se ci fosse una revisione, considerando il ritocco all’insù stabilito, dal prossimo 2019 potrebbe non bastare più la quota 41 per il raggiungimento della pensione finale di chi ha iniziato a lavorare da giovanissimo, e potrebbe aumentare di qualche mese.

Ma, se le promesse fatte fossero mantenute, il requisito per la pensione dovrebbe abbassarsi, anche se nessuno crede a questa ipotesi. Eppure stando ai numeri così dovrebbe essere, e non solo per la quota 41: da un rapporto di quest’estate della Ragioneria di Stato è emerso che ultime notizie Istat hanno accertato un calo della speranza di vita media dei cittadini italiani e questo potrebbe cancellare lo scatto previsto per il 2019. Se, infatti, le attuali norme previdenziali prevedono uno scatto del’età pensionabile di tre, quattro mesi, ogni due anni per effetto dell’adeguamento alla crescita della speranza di vita nel nostro Paese, considerando che stando alla Ragioneria di Stato l’età media di vita si sta abbassando, l'età pensionabile non dovrebbe salire, perché verrebbe meno lo stesso principio su cui si fondano le attuali regole pensionistiche di aumento del’età pensionabile in base ad aumento dell’aspettativa di vita e ciò significa che potrebbe essere bloccato l’aumento dell’età pensionabile nel 2019.

Secondo, però, quanto reso noto dalle ultime e ultimissime notizie, potranno accedere alla quota 41 tutti coloro che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi, cioè ad un’età inferiore ai 16 anni, che abbiano maturato entro il 19esimo anno di età almeno 12 mesi di contributi, anche non continuativi, e che si ritrovino in condizioni di difficoltà, che siano cioè malati gravi o invalidi, che siano rimasti senza occupazione e abbiano esaurito i sussidi di disoccupazione da almeno tre mesi; o che siano impegnati in occupazioni faticosi. Per quanto riguarda capitolo invalidità e malattia, la quota 41 senza oneri varrebbe solo per gli invalidi con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%, mentre per quanto riguarda i malati gravi, o parenti che assistano il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap, le malattie che danno diritto alla quota 41 senza oneri sono quelle rientranti nella legge 104/1992.

Nel caso di familiari che assistano coniuge o parente di primo grado malati gravi, per chiedere la quota 41 senza oneri devono assistere il malato in questione almeno da sei mesi. Per quanto riguarda poi coloro che svolgono occupazioni faticose, per l’accesso alla quota 41 senza oneri devono svolgere tale attività almeno da sei anni e aver maturato almeno 36 anni di contributi. In merito alle occupazioni faticose, le ultime notizie hanno finalmente reso nota la nuova lista ufficiale delle occupazioni considerate faticose e pesanti. Questa uova lista comprende: spazzini; facchini; camionisti e autisti di mezzi pesanti; maestre d’asilo; infermiere e ostetriche; addetti all'assistenza personale di persone non autosufficiente; addetti alle pulizie; lavoratori edili, dell’industria estrattiva e della manutenzione degli edifici; conciatori di pelli e di pellicce; macchinisti e personale viaggiante ferroviario; autisti di mezzi pesanti e camion; conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni. Infine, sempre secondo le ultime notizie, si potrà andare in pensione anticipata con la quota 41 a partire dal primo maggio 2017 e non dal primo gennaio 2017.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il