Rinnovo contratti statali, insegnanti, forze dell'ordine, militari, polizia: risposte dirette di Renzi su Facebook ed emendamenti

Si attende la diretta Facebook e Twitter di questa sera con MatteoRisponde per conoscere nuovi dettagli sul rinnovo dei contratti nel pubblico impiego.

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AGGIORNAMENTO: Nella diretta di Renzi su Matteo Risponde, Renzi stesso ha sottolineato come per il rinnovo dei militari e delle foze dell'ordine non c'è nessun tipo di problema, mentre per gli statali e i dipendenti pubblici la dota sarà di1,9 miliardi ma non è andato oltre, affermando con certezza, che, comunque, soprattutto per le forze dell'ordine gli aumenti inizieranno da subito.

Ci sono anche la questione del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici e quella della riorganizzazione delle forze dell'ordine tra quelli su cui è attesa maggiore chiarezza. A oggi non sono infatti chiare le intenzioni di spesa della maggioranza e i documenti presentati sono piuttosto generici. Chissà allora che il presidente del Consiglio non scelta la diretta Facebook e Twitter di questa sera con MatteoRisponde per fornire ulteriori precisazioni. Anche perché in discussione non è solo l'entità del budget, ma anche le modalità di concessione dell'aumento agli statali, tenendo ben presente che non riguarderà tutti, ma dovrebbe essere legato a merito e produttività, oltre che al reddito.

In questo contesto rallenta il debito pubblico delle amministrazioni locali. Tra il 2014 e il 2015, il totale delle passività iscritte a bilancio da regioni, province e comuni è diminuito di 6,4 miliardi di euro assestandosi sui 92,8 miliardi di euro pari al 4,3% del debito complessivo della pubblica amministrazione e al 5,6% del Prodotto interno lordo italiano. A rivelarlo è l'ultimo bollettino della Banca d'Italia secondo cui, in rapporto al prodotto delle rispettive aree geografi che, il debito consolidato delle amministrazioni locali alla fi ne del 2015 era pari al 5,1% nel Nordovest, al 3,4% nel Nordest, al 6,6% nel Centro e al 7,9% nel Mezzogiorno.

A fronte di una riduzione generalizzata del debito consolidato, in alcune regioni le passività non consolidate sono aumentate per effetto dei prestiti concessi dal ministero dell'economia e delle finanze a regioni ed enti locali per accelerare il pagamento dei debiti commerciali scaduti delle amministrazioni pubbliche e le operazioni di buy-back di obbligazioni regionali. Alla fine del 2015 il 45,2% del debito consolidato delle amministrazioni locali era stato contratto dai comuni, il 34,5% dalle regioni e l’8,4% dalle province, hanno messo in luce gli esperti della Banca d'Italia secondo cui l'ulteriore 11,9% riguardava gli altri enti delle amministrazioni locali, prevalentemente del settore sanitario.

Inoltre, secondo le rilevazioni di via XX Settembre, il 74,5% del debito consolidato è costituito da prestiti (il 43,9% della Cassa depositi e prestiti, il 27,4% di istituzioni finanziarie monetarie residenti e il 3,1% di intermediari non residenti) e il 18,3% da titoli (l'11,2% emessi all'estero e il 7,1% in Italia). Mentre il 7,2% del debito derivava da altre operazioni, principalmente passività riconducibili alla cessione di debiti commerciali a intermediari finanziari e alle operazioni di cartolarizzazione.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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