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Pensioni ultime notizie opzione donna proroga da differenti decisori autorevoli quattro risposte attese

Ci sono alcuni fronti di lavoro da seguire con attenzione in ottica proroga dell'opzione donna nel contesto delle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:08): L'audizione del Ministro Padoan sembra saltata, impegnato probabilmente nel decreto fiscale e non si hanno neanche risposte sulla lettera fatta, ma c'è abbastanza fidicia in chi ha steso l'emendamento trasversale che dovrà avere la prima ammissibilità come analisi tecnica il 15 Novembre, martedì prossimo

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:45): C'è anche l'opzione donna proroga tra gli emendamenti alle novità per le pensioni presentati nelle scorse ore. Si punta a continuare la sperimentazione fino al 31 luglio e poi eventualmente estenderla fino alla fine del prossimo anno. Ma dalle ultime e ultimissime notizie non arrivano le cifre sui soldi non spesi quest'anno e da riutilizzare nel prossimo nonostante la diffida partita anche a livello giuridico.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01): Cresce l'attesa per l'appuntamento di questa sera con la diretta streaming del presidente del Consiglio perché è verosimile che possa parlare anche di novità per le pensioni. Il real time è confermato per le 21.30, anche se da ultime e ultimissime notizie non è naturalmente disponibile una scaletta delle questioni discusse.

Sono almeno quattro i punti di interesse da seguire per capire se la proroga dell'opzione donna nel quadro delle novità per le pensioni potrà vedere la luce. La prima è imminente e si tratta del ritorno dell'appuntamento MatteoRisponde. Si tratta della diretta via Facebook e Twitter che periodicamente vede protagonista il presidente del Consiglio. Basterà collegarsi ai rispettivi account ufficiali e scrivere una domanda per sperare che venga pubblicamente letta con tanto di riposta. Sulla base delle esperienze passate, i temi relativi alle novità per le pensioni sono tra quelli più discussi per cui non è affatto da escludere che la questione della proroga dell'opzione donna possa saltare fuori.

Fari puntati anche sul confronto in sede di confronto negli organismi parlamentari competenti con il responsabile del Tesoro. Se c'è incertezza sulla prosecuzione o meno della sperimentazione dell'opzione donna è anche per via della mancata decisione, sia essa positiva o meno. E strettamente legato è la questione della diffida presentata allo stesso numero uno del dicastero dell'Economia da parte delle potenziali beneficiarie del provvedimento. Viene chiesto di rendere pubblici i dati del monitoraggio così da comprendere l'ammontare del budget a disposizione per un eventuale rinnovo della proroga donna. A oggi, si fa notare nella diffida, nessuna relazione è stata trasmessa alle Camere, anche se è stata regolarmente inviata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale.

Viena anche fatta notare "l'illegittimità, anche sotto il profilo della costituzionalità, dell'arbitraria applicazione dell'aspettativa di vita alle donne che hanno maturato i requisiti di 57 anni di età e 35 anni di contribuzione maturati entro il 31/12/2015 giusta la previsione dell'art. 1 comma 9 L.243/2004, la detta lesione dei diritti per coloro che hanno aderito alla Opzione Donna è stata quantomeno corretta con il rimedio del monitoraggio che consente in definitiva la proroga della sperimentazione della anzidetta opzione, assicurando così la possibilità di accedere al trattamento pensionistico anche alle donne di fatto escluse dall'opzione a causa dell'applicazione delle finestre e aspettative di vita".

In ballo c'è infatti la concessione alle lavoratrici dell'opportunità del congedo qualche anno prima rispetto ai requisiti in vigore, ma rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il contributivo. Il ritiro sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le lavoratrici dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome. Infine, l'ultimo fronte di lavoro da osservare con attenzione è proprio quello degli emendamenti al testo originario adesso sotto esame, anche se non ci sono ancora segnali incoraggianti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il