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Pensioni ultime notizie opzione proroga donna la spiegazione dell'emendamento. Per chi vale proroga

C'è anche la partita della proroga dell'opzione donna nel quadro del progetto delle novità per le pensioni.




Le attenzioni sono adesso tutte sull'emendamento al testo delle novità per le pensioni approvato dalla maggioranza che prevede la proroga dell'opzione donna. O meglio, prevede alcune integrazioni da non perdere di vista. Il punto di partenza è la norma approvata lo scorso anno secondo cui possono accedere alla pensione con il calcolo contributivo le donne che maturano i requisiti di 57 o 58 anni di età e 3 mesi (se dipendenti o autonome) entro il 2015. Entro il 30 settembre di ogni anno, prevede la disposizione, deve essere verificato l'effettivo utilizzo di questa opzione ed eventuali risparmi rispetto alla relativa spesa previdenziale stimata, dovranno essere riutilizzati per prolungare il periodo di utilizzo dell'opzione o per interventi analoghi.

Questi passaggi non vengono cancellati con l'emendamento, ma integrati e modificati. Più precisamente rimane ancora in vigore il passaggio relativo alla scadenza del 30 settembre, proprio quello per il quale le potenziali beneficiarie dell'opzione donna hanno diffidato il responsabile del Tesoro a rendere pubblici i risultati del monitoraggio e dunque a rivelare se ci sono risparmi a sufficienza per prolungare la sperimentazione. Il passaggio principale riguarda l'estensione della sperimentazione al 31 luglio 2016 anziché al 31 dicembre 2015. La ragione è molto semplice: le nate nell'ultimo trimestre del 1958 possono rientrare nell'opportunità di smettere anzitempo ed evitare così di essere tagliate fuori per via dell'aumento delle speranza di vita.

La situazione viene costantemente tenuta sotto controllo proprio perché il dicastero dell'Economia non ha fornito l'ammontare dei risparmi che dovrebbero essere appunto dirottati per la prosecuzione della sperimentazione anche il prossimo anno. O meglio, qualora dall'attività di monitoraggio risulti un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa, anche avuto riguardo alla proiezione negli anni successivi, "verrà disposto l'impiego delle risorse non utilizzate per interventi con finalità analoghe a quelle di cui al presente comma, ivi compresa la prosecuzione della medesima sperimentazione".

La posta in palio con la proroga dell'opzione donna da incastonare nel progetto delle novità per le pensioni è nota. La richiesta gira attorno alla continuazione di un anno della concessione alle lavoratrici dell'opportunità del congedo qualche anno prima rispetto ai requisiti in vigore, ma rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il contributivo. Il ritiro sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le autonome.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il