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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 imposte inedite se va male, la beffa oltre il danno

Una nuova beffa, oltre le novità per le pensioni realmente nulla, potrebbe prospettarsi per gli italiani: situazione e cosa aspettarsi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:40):  Se dovesse andare male, non tanto ovviamente le novità per le pensioni che hanno un impatto praticamente irrosorio almeno per quanto riguarda i sistemi per smettere anzitempo, vi sarebbe una crescita delle imposte sicura, con lo scattare di una serie di clausole di salvaguardia che sono state semplicemente spostate e non cancellate come confermano le ultime notizie e ultimissime. 

Si continua a navigare tra una serie di provvedimenti che lasciano ancora piuttosto dubbiosi e perplessi e le ultime notizie aprono lo scenario di un’ennesima beffa che potrebbe prospettarsi per i cittadini italiani. Partendo dal tanto caro tema delle novità per le pensioni, il danno del nulla di fatto reale e concreto per tutti, potrebbe essere accompagnato, come consuetudine, dalla beffa di un eventuale nuovo aumento delle imposte per i cittadini nel caso in cui provvedimenti definiti, come quello di rientro dei capitali dall’estero, non dovessero effettivamente permettere di recuperare i soldi stimati, per cui le risorse necessarie verrebbero prese da altre fonti, nuove imposte sui cittadini. Dal piano di voluntary disclosure, la maggioranza ha intenzione, secondo le stime, di recuperare fino a 1,6 miliardi di entrate, ma se il gettito fosse inferiore bisognerà provvedere alla compensazione delle risorse mancanti, attraverso, probabilmente, l’aumento delle accise di alcool e prodotti energetici, nonostante il nuovo testo unico abbia già escluso categoricamente ogni aumento che si ipotizzava fino a qualche tempo fa. Ma ora, come magicamente appare ormai spesso, questa cancellazione categorica potrebbe venir meno.

Del resto, i conti devono quadrare ed è chiaro che a fronteggiare eventuali sbagli ed errori di stime devono esserci comunque meccanismi di recupero soldi da qualche parte. E quella ‘parte’ sembrano essere sempre le tasche dei cittadini. Anche per quanto riguarda l’aumento dell’Iva, non si può tirare un sospiro di sollievo profondo, perché per il prossimo anno l’incremento è stato scongiurato ma dalle ultime notizie delle prime bozze ufficiali, dal 2018 l'Iva al 10% dovrebbe salire al 13% e quella al 22% al 25%, che dal 2019 salirebbe ancora dello 0,9%. E’ chiaro, dunque, come non ci sia poi da rallegrarsi così tanto anche alle luce delle ultime e ultimissime notizie sulle novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 che la maggioranza si appresta ad approvare nel testo unico ma che in realtà, se pur apparentemente sembrano accontentare tutti, tra chi vorrebbe lasciare anzitempo la propria occupazione, chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo e chi è impiegato in occupazioni faticose, non soddisfa nessuno e non cambia nulla.

Si tratta, infatti, di novità per le pensioni troppo ristrette, con troppi paletti e condizioni da soddisfare che restringono fortemente la platea di beneficiari, motivo per il quale si preannunciano, secondo molti, misure inefficaci e inutili che potrebbero rappresentare solo un ennesimo spreco di soldi da parte della maggioranza. E non sarebbe la prima volta: al posto di investire soldi nell’attuazione di novità per le pensioni più profonde e importanti, come novità per le pensioni di quota 100 o quota 41 per tutti, che avrebbero risolto i tanti problemi pensionistici oggi esistenti, l’anno scorso il premier ha deciso di investire ben 24 miliardi di euro in misure occupazionali per aprire le porte del mondo lavorativo ai più giovani, cercando di dare nuova spinta alle assunzioni stabili. Si è trattato di un provvedimento che effettivamente nei primi mesi del 2015 ha registrato un vero e proprio boom, per poi, però, crollare subito dopo ed è orma oltre un anno che le assunzioni a tempo stabili sono drasticamente calate mentre, di contro, è aumentato in maniera esponenziale l’uso dei voucher, del valore di 10 euro all’ora, per il pagamento di prestazioni di lavoro occasionali che non fanno altro che aumentare la precarietà e impedire ai giovani di oggi di crearsi un futuro pensionistico.

Meglio sarebbe stato investire quei soldi in novità per le pensioni di quota 100 (che richiede tra i 7 e i 10 miliardi di euro) o per la quota 41 per tutti (che richiedere tra i 4 e i 5 miliardi), o per entrambe, vista la disponibilità, piuttosto che in provvedimenti che ad oggi si stanno rivelando decisamente fallimentari e investendoli in novità per le pensioni si sarebbe attuata la giusta strategia di lavoro, permettendo ai lavoratori più anziani di lasciare anzitempo la propria occupazione, lasciando liberi posti di lavoro in cui impiegare i più giovani e dando, di conseguenza, nuova spinta a produttività ed economia in generale. Resta da chiedersi se premier e maggioranza siano ancora convinti che la loro strada di lavoro sia davvero quella giusta e soprattutto vincente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il