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Bollo auto controlli maggiori chi non paga, blocco auto auto, nuove regole Governo Renzi che lo doveva cancellare

Impossibile non ricordare come un anno fa di questi tempi si ragionava sulla possibilità di abolire il bollo auto.




Le autofficine autorizzate alla revisione auto verificheranno il pagamento del bollo. Lo prevede un emendamento alla legge di Bilancio presentato in Parlamento, ancora non dunque non approvato definitivamente e comunque legato all'approvazione della stessa manovra che non arriverà che alla fine dell'anno. La conseguenza è presto detta: potrebbe essere vietata la revisione della macchina a chi non è in regola con il pagamento del bollo auto. Sarebbero le stesse autofficine autorizzate a fare da controllori, a partire dal 2018. Senza dubbio si tratta di una proposta che farà discutere.

Più precisamente la norma, approvata dalla commissione Finanze della Camera dei deputati, stabilisce che "a decorrere dall’anno 2018, gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri e le imprese autorizzate" prima di effettuare la revisione obbligatoria ai veicoli "devono verificare l'avvenuto pagamento, dell'anno in corso e degli anni precedenti, della tassa di proprietà, della tassa di circolazione e della situazione di fermo amministrativo". Nel caso la verifica dia esito negativo "non è possibile procedere con la revisione del veicolo e il suo proprietario è obbligato a effettuare i pagamenti mancanti e presentare una nuova richiesta di revisione per poter circolare. Il proprietario del veicolo è tenuto a dimostrare l'avvenuto pagamento del bollo, solo a partire dal periodo d'imposta che inizia successivamente all'acquisto".

Impossibile non ricordare come un anno fa di questi tempi si ragionava sulla possibilità di abolire il bollo auto. Lo stesso premier aveva aperto alla sua cancellazione aumentando le accise sui carburanti di circa 15 centesimi al litro. In questo modo si sarebbe semplificata la vita dei cittadini e dello Stato che avrebbe un incasso certo a prova di evasione. A guadagnarci sarebbero gli automobilisti che percorrono pochi chilometri, come i pensionati, ma a rimetterci sarebbero i lavoratori che percorrono molti chilometri, gli autotrasportatori e i turisti che viaggiano con l'auto. A detta del capo della maggioranza, si trattava di un'idea intelligente perché avrebbe pagato di più chi avrebbe maggiormente inquinato.

Più facile a dirsi che a farsi perché in ballo ci sono 6,5 miliardi di euro di gettito che andrebbero comunque recuperati dallo Stato in un periodo di continue ristrettezze economiche. E poi, come metterla con il bollo che è legato al tipo di macchina, di lusso o utilitaria, mentre l'aumento del costo del carburante è per tutti?

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il