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Spread Btp-Bund in crescita così come tassi obbligazioni e Btp. Previsioni analisi titoli di stato, obbligazioni cosa comprare

I titoli di Stato sono sotto l'effetto Trump, presidente incaricato degli Stati Uniti, e dell'incognita voto costituzionale di dicembre.




Si assiste a un quadro generale di crescita che potrebbe aprire spiragli interessanti per piccoli risparmiatori e investitori. Le conseguenze possono arrivare sui versanti di azioni e obbligazione, ma anche sui conti depositi. I titoli di Stato sono sotto l'effetto Trump, presidente incaricato degli Stati Uniti, ma anche dell'incognita voto costituzionale. Per la prima volta da oltre un anno il tasso sul Btp decennale è volato oltre la soglia del 2%, segnando i massimi dal mese di luglio dello scorso anno, mentre lo spread Btp-Bund ha sfondato il tetto dei 170 punti base, salendo fino a 175 per poi archiviare la seduta e la settimana a 171 punti.

Dopo l'elezione del tycoon repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, hanno spiegato gli analisti, gli investitori stanno scaricando i titoli di Stato a dieci anni temendo che l'onda lunga del populismo possa affossare anche il presidente del Consiglio, il suo referendum costituzionale del mese prossimo e portare a una rinnovata instabilità politica. Timori e tensioni che si riflettono anche sul mercato primario dei titoli di Stato. Il Tesoro ha dovuto infatti mettere sul piatto rendimenti decisamente più alti per vendere in asta Btp a medio e lungo termine. Il Ministero dell'Economia ha assegnato complessivamente 5 miliardi di euro di titoli a tre e sette anni.

Il rendimento medio sul triennale è salito allo 0,30% dallo 0,03% del collocamento di ottobre, segnando i massimi da oltre un anno, e quello del sette anni è salito all'1,37% dallo 0,83% dell'asta precedente. Il Tesoro ha quindi venduto Btp a 30 anni per 1,312 miliardi di euro, e anche su questa scadenza con tassi in rialzo. E proprio in attesa del referendum, Standard & Poor's ha confermato il rating sull'Italia a BBB- con outlook stabile. Per quanto riguarda i mercati azionari, nervose e volatili le Borse europee che stanno cercando una direzione a seguito della vittoria di Donald Trump. Dopo un avvio in rialzo, l'ultima seduta è stata caratterizzata da alti e bassi e alla fine i listini europei hanno chiuso in ordine sparso.

Londra è stata la peggiore, quindi Parigi, positiva Francoforte e piatta Milano. Nel complesso il settore dell'energia è quello che ha subito le maggiori perdite. Sul mercato dei cambi il grande vincitore è il dollaro sulle aspettative di un aumento dell’inflazione, dopo che Donald Trump ha promesso di aumentare la spesa pubblica e imporre dei dazi sulle importazioni a basso costo. L'euro è così precipitato sotto 1,09 dollari a 1,0845 e le ripercussioni per l'Italia possono non essere delle migliori.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il