BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Rottamazione cartelle esattoriali, Equitalia, multe ridotte Comuni in decreto fiscale ufficiale con studi settore, iva, multe

Ridotte le sanzioni previste per l'omessa o errata trasmissione dei dati delle fatture Iva.




Chiude definitivamente Equitalia. Ma questo non significa che non ci sarà più nessuno che riscuote i tributi, nel senso che all'abolizione di Equitalia non corrisponde la soppressione della funzione esattiva dello Stato. Ciò che cambia è solamente il soggetto deputato alla riscossione dei tributi di cui si occuperà un ente pubblico economico costituito ad hoc: l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, sottoposto all'indirizzo e alla vigilanza del Ministero dell'Economia, che, a partire dal primo luglio 2017, sarà il nuovo soggetto che cura la procedura di riscossione dei tributi. Succederà a titolo universale nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia attraverso la predisposizione degli atti tipici della riscossione: cartelle di pagamento, avvisi di mora, intimazioni di pagamento, comunicazioni di presa in carico, fermi amministrativi, iscrizioni di ipoteche, pignoramenti.

Con una proposta di modifica vengono ridotte le sanzioni previste per l'omessa o errata trasmissione dei dati delle fatture Iva: viene fissata una multa di 2 euro per ciascuna fattura con un massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre. La sanzione è ridotta alla metà, con un massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza indicata ovvero se entro lo stesso termine, viene trasmessa la correzione dei dati. Per quanto riguarda i dati relativi alle liquidazioni periodiche, si stabilisce che l'omessa, incompleta o infedele comunicazione è punita con una sanzione da 500 a 2.000 euro che viene ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro 15 giorni.

Tra le novità c'è l'addio agli studi di settore e la loro sostituzione con gli indici di affidabilità. Gli studi di settore sono uno strumento con il quale il Fisco può accertare un reddito maggiore rispetto a quello dichiarato dal contribuente, senza che questi comporti la necessità di verifiche direttamente nella sede dell'azienda. Lo studio di settore funziona in base all'elaborazione di una serie di parametri predeterminati. Si elaborano, cioè, i dati contabili ed extracontabili indicati nelle dichiarazioni, il Fisco presume un ammontare minimo di ricavi, che viene puntualmente confrontato con quanto a sua volta dichiarato dal contribuente: se quest’ultimo risulta inferiore può scattare l'accertamento del Fisco.

Chi ha già fatto la voluntary facendo emergere capitali dall'estero potrà sfruttare la voluntary bis per mettersi in regola anche con capitali nascosti finora in Italia. Allo stesso tempo l'importo totale del contante che si volesse sanare verrà diviso in quote costanti su cinque anni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il