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Pensioni ultime notizie su ape social mini pensioni, ape volontaria mini pensioni, quota 41 da Pittella, Furfaro, Fratoianni

Le ultime posizioni di Fratoianni, Furfaro, Pittella su nuovo ruolo della sinistra ed effetti sulle ultime novità per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:22): Mettere al centro l'uomo piuttosto che il capitale è quello che tentano di spiegare i varie eserti ed esponenti di cui abbiamo raccolto le varie affermazioni sollecitando l'esempio Usa e il rilancio delle novità per le pensioni profonde con sostegni e aiuti facendo riferimento sia all'Italia che alle continue promesse delle ultime notizie e ultimissime Comunitarie che si ripetono ma senza consistenza nelle ultime notizie e ultimissime andando ben oltre l'ape social o ape volontaria o quota 41 con così tanti vincoli

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): C'è qualcosa di interessante che l'esito delle elezioni negli Stati Uniti insegna ed è l'importanza dei temi sociali, delle novità per le pensioni, della classe media. Messi in secondo piano da Hillary Clinton, la strategia si è rivelata perdente. In Italia, stando alle ultime e ultimissime notizie, le riposte continuano ad apparire deboli.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): L'attenzione in Italia sulle novità per le pensioni è piuttosto contenuta. O meglio, manca quella spinta decisiva per trasformarle in una opportunità anziché in un problema. E lo dimostrano le ultime e ultimissime notizie che arrivano dagli Stati Uniti, in cui a fare presa sono state le questioni che coinvolgono la vita reale dei cittadini.

L’invito che in questi ultimi giorni sta circolando negli ambienti politici italiani è quello di riflettere su quanto accaduto oltreoceano con la vittoria delle elezioni presidenziali americane di Donald Trump ai danni di una democratica Hillary Clinton che già si pensava potesse diventare la prima donna alla guida del Paese più potente del mondo. Grande delusione per lei e per tutti i suoi seguaci, grande sorpresa per tutti coloro che mai avrebbero immaginato di vedere il miliardario Trump succedere a Barack Obama. Eppure è accaduto. Perché, ci si continua a chiedere? La spiegazione potrebbe essere, e in realtà lo è, molto semplice: alla luce delle ultime notizie emerse, si è chiaramente visto come la sinistra della Clinton non si sia preoccupata nel suo programma del reale benessere della classe media e si è trattato di una mancanza che l'ha portata alla sconfitta. Non ha pensato a lavoro, pensioni, welfare e a tutta quella gente, che negli Usa è tantissima, così come in Italia, che fatica ad arrivare fine mese, e in un momento in cui l'impoverimento (e in America anche i debiti che i cittadini contraggono) cresce, ci si aspettava qualche novità in tal senso. Ma nessuna novità in questo senso è arrivata dalla Clinton. Diversa invece la posizione di Trump che ha annunciato milioni di nuovi posti di lavoro, abbattimenti fiscali, taglio delle imposte, nuovi sostegni alle mamme. Misure che a tanti, forse nemmeno tanti amanti di Trump, hanno fatto tirare un sospiro di sollievo. Misure che hanno fatto assaporare la possibilità di cambiamento.

Ma si tratta di promesse su temi che sono stati sottovalutati dalla Clinton, così come si stanno sottovalutando in Italia, anche in riferimento alle novità per le pensioni, che ridarebbero, da una parte, dignità ai pensionati e nuove possibilità ai giovani, risolvendo quel grande gap esistente tra generazioni di persone, con quelle più anziane costrette a lavorare sempre più a lungo per raggiungere gli attuali requisiti pensionistici richiesti e i più giovani, fuori dal mondo del lavoro,, impossibilitati a crearsi un futuro, destinati, probabilmente, alla povertà. La pensa così Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana, che punta il dito contro quanto fatto finora dall’attuale maggioranza, misure, come quelle relative all’occupazione che non hanno portato risultato positivi, ma che, al contrario, hanno creato ulteriore non occupazione e diseguaglianze sociali.

Non si investono soldi per misure di aiuti, sostegni e in novità per le pensioni e questo potrebbe rivelarsi dannoso per la tenuta della stessa maggioranza. Si tratta di misure crociali ma che vengono sottovalutate, preferendo destinare il denaro a provvedimento che vengono considerati prioritari, come nuove spinte per gli investimenti e misure per le imprese, per rilanciare l’economia, ma a scapito dei cittadini e dei loro reali bisogni. A sostenere questa posizione anche Marco Furfaro, responsabile ambiente di Sinistra Italia. Anche le ultime notizie relative alle sue affermazioni confermano la perdita di potere della sinistra in questo particolare momento storico in Italia e non solo. E questa perdita è ciò che mostra chiaramente il motivo per cui Trump ha vinto le elezioni Usa. Ha vinto lui come alternativa alla Clinton, come avrebbe magari potuto vincere qualsiasi suo altro concorrente.

Gianni Pittella, presidente del gruppo dei Socialisti al Parlamento comunitario, ha spiegato in questi ultimissimi giorni, anche alla luce delle ultime notizie provenienti dagli usa sulla vittoria di Donald Trump sulla Clinton, come l'esito delle elezioni americane debba far riflettere sul significato della sinistra che sta mutando, o forse è già mutato. La sinistra che era quella sempre stata dalla parte della classe media sembra quasi essersene dimenticata, in un momento in cui l'ascensore sociale si è bloccato, impedendo ai giovani di salire e lasciandoli indietro ai genitori, tanto che è stato detto che l'attuale generazione sarà la prima, dopo quella del primo dopoguerra, ad essere più povera dei propri genitori, e in un momento in cui l'occupazione è in stallo, e le ultime notizie negative sulla condizione lavorativa dei giovani italiani ne è una dimostrazione, visto che i ragazzi tra i 18 e i 34 anni che vivono ancora con i propri genitori sono quasi sette milioni il 62,5% dei giovani italiani, 35,5% è composto da studenti, il 29,7% da disoccupati, ma gli altri sono lavoratori che percepiscono redditi talmente bassi che non possono pensare a costruirsi un futuro. Il risultato è la crescita di diseguaglianze sociali e nessuna misura pensata per eliminarle tanto da ridare ‘potere’ ai comuni cittadini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il