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Tfa terzo ciclo in bilancio emendamenti a migliaia per Tfa inclusi con nuove assunzion rinnovo contratti, sblocco stipendi docenti

Il numero record di emendamenti lascia capire come siano tante le emergenze da gestire nel mondo della scuola italiana.




Pioggia di emendamenti al capitolo della scuola alla legge di Bilancio. In maniera ancora più pronunciate rispetto a quanto fatto lo scorso anno, le proposte di cambiamento sono circa 5.000 e riguardano praticamente tutti gli aspetti chiave. Si va dall'abolizione della trattenuta del Trattamento di fine rapporto al blocco del primo gradone stipendiale per i neo-assunti dal 2011, dalla carriera del personale docente e Ata alle graduatorie ed esaurimento e d'istituto, dagli idonei e vincitori non assunti del concorso a cattedra 2016 al precariato scolastico, dalle prossime selezioni pubbliche nazionali, anche per dirigenti scolastici, Dsga, Coordinatori di segreteria, con riserve per alcune categorie di lavoratori allo sblocco dell'indennità di vacanza contrattuale.

Tra i più rilevanti c'è quello relativo all'estensione delle mini pensioni non onerose a tutti gli insegnanti. Si tratta di permettere anche ai docenti di smettere anzitempo, a fronte della maturazione di precise condizioni anagrafiche e di contribuzione, senza alcun costo.

Sullo sfondo rimane la questione del Tfa terzo ciclo e le imbarazzanti incertezze sui suoi tempi di attivazione e sulla pubblicazione del relativo bando. Stando alle ultime notizie, non è da escludere che la partita possa addirittura slittare al prossimo anno. Nel frattempo proseguono le riunioni tra Ministero dell'Istruzione e sigle sindacali, ma il Tfa continua a rimanere una questione marginale. Altro tema al centro dell'attenzione è quello del rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione, rispetto a cui Palazzo Chigi ha previsto uno stanziamento, ma manca ancora chiarezza in merito all'esatta ripartizione del budget messo a disposizione. Il rischio è che l'aumento degli stipendi si riveli minimo e comunque inferiore alle aspettative.

Tra le organizzazioni sindacali del mondo della scuola più attive c'è l'Anief, promotrice di una protesta pubblica. Come argomentato da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, "arriviamo a questo sciopero e alla manifestazione davanti ai palazzi del Parlamento facendoci portavoce di tantissimi lavoratori della scuola: approvare i nostri emendamenti significa dare seguito alle richieste di chi vive e gestisce la scuola ogni giorno, dopo essersi reso conto sulla propria pelle che le norme in vigore necessitano di modifiche urgenti. Ma anche tornare a valorizzare il lavoro di chi svolge un ruolo delicato e fondamentale per la crescita dei nostri giovani cittadini, in cambio di stipendi che sono in fondo all'area Ocse".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il