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Italia, Pmi manifattura giugno risale a sorpresa

Rallenta leggermente il tasso di contrazione dell'attività manifatturiera italiano



Rallenta leggermente il tasso di contrazione dell'attività manifatturiera italiano, con un indice che resta in territorio negativo ma recupera decisamente rispetto al risultato di meggio.

Grazie alla ripresa delle voci produzione e nuovi ordini l'indagine Pmi elaborata da Nts Research e Adaci è risalita il mese scorso dal 47,1 di maggio a 49,4, a soli sei decimi dalla soglia dei 50 punti che separa espansione da contrazione.

Il dato sorprende positivamente anche la più ottimistica delle proiezioni fornite dai 14 economisti interpellati da Reuters. Con una mediana che indicava per giugno un indice sostanzialmente stabile a 47,0, le stime si collocavano infatti in un intervallo compreso tra 46,7 e 48,1.

Il miglioramento, spiega Ntc Research, è comunque in gran parte ascrivibile alla correzione del cambio, mentre il capitolo occupazione continua a segnalare una spiccata debolezza.

Di seguito i commenti degli economisti:


MARCO VALLI, Ubm

"Un risultato decisamente migliore delle aspettative anche alla luce del continuo deterioramento dell'indice Isae sulla fiducia delle imprese.

Non è la prima volta che le due indagini congiunturali vanno in direzione opposta, credo inoltre che il dato odierno ricalchi meglio anche le più piccole oscillazioni del ciclo.

Motore principale del miglioramento dovrebbe essere stato il cambio, resto comunque scettico sulle prospettive di ulteriore risalita a causa della variabile chiave del greggio.

Giugno ha beneficiato del rientro dei prezzi di maggio ma le nuove punte del mese scorso dovrebbero deprimere l'indice di luglio.

Il risultato di oggi sembre comunque segnalare che non continua la discesa libera del settore manifatturiero ed è confortante anche nell'ottica del contributo del settore industriale alla crescita del secondo trimestre.

Dopo l'eccezionale balzo di aprile vedo la produzione in forte caduta a maggio, ma il numero di oggi mi fa pensare che a giugno la produzione non veda una nuova contrazione.

A meno di un inatteso crollo del settore dei servizi per la crescita del secondo trimestre ho una stima ufficiale di zero ma con rischi al rialzo, mentre sulla media 2005 ho una proiezione di -0,3%".


CARMELA PACE, Mps Finance

"Il dato è in miglioramento rispetto a maggio però rimaniamo comunque sotto la soglia di 50. Migliora la componente ordini ma c'è il peggioramento della parte occupazionale e questo non è positivo perchè mina la fiducia dei consumatori. Il calo dell'occupazione contribuisce al rallentamento della domanda interna.

Si registra la salita della componente ordini soprattutto per la parte estera e questo è un punto a favore perchè segnalerebbe l'aumento dell'export, ma bisogna comunque tenere conto degli effetti di un nuovo rafforzamento dell'euro, che noi prevediamo, e delle sue conseguenze.

L'economia si trova ancora in una situazione di stallo. Ci sono diversi fattori che contribuiscono al rallentamento economico tra cui i consumi e il rallentamento della produzione industriale. Questo ci porta a pensare a una crescita negativa 2005 dello 0,4".


GIANLUIGI MANDRUZZATO, Banca Intesa

"Dopo la serie di cali preoccupanti a cui abbiamo assistito. il dato è una sorpresa positiva. Vedo in particolare di molto positivo il fatto che sono migliorati sia la produzione, sia gli ordini, sia gli acquisti. Questo fa pensare che le imprese si attendano in futuro una maggiore produzione. Nella stessa direzione va la diminuzione delle scorte. Unica nota ancora dolente è il dato debole relativo all'occupazione.

Nel complesso il dato di oggi fa sperare che il deterioramento del settore manifatturiero si sia concluso con il secondo trimestre e che, dopo una fase di stabilizzazione, ricominceremo a migliorare. Restano i problemi strutturali dell'Italia che la espone più di altri paesi alla concorrenza dei paesi emergenti".

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