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Rinnovo pubblico, contratti statali, polizia, militari, forze dell'ordine: oggi mercoledì continua analisi emendamenti

Ci sono ancora tante incertezze sulle modalità che saranno seguite per aumentare gli stipendi degli statali.




Inizia domani la partita della votazione in sede di commissioni parlamentari degli emendamenti presentati in questa prima fa ed è inevitabile che al centro delle attenzioni ci sia anche la questione del rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione. Dopo sette anni di congelamento, potrebbe arrivare la prima svolta. Utilizziamo il condizionale perché, nonostante lo stanziamento di un budget per il pubblico impiego, non è ancora chiaro né quanta parte di questo andrà ad aggiungersi ai 300 milioni dello scorso anno e né quali saranno le modalità che saranno seguite per aumentare gli stipendi degli statali. La partita del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici è dunque ancora aperta e si gioca euro per euro.

Fa riflettere come in questo contesto l'intero centrodestra, anche quello confluito in maggioranza, si ricompatta su un disegno di legge che esclude il carcere per colletti bianchi e corrotti. Il provvedimento iscrive l'ultima parte della norma sulla custodia cautelare eliminando, tra l'altro, il carcere per finanziamento illecito dei partiti e per quei reati anche gravi per i quali non si è ricorso all'uso di armi o violenza. Quindi in salvo corruzione, autoriciclaggio, truffe aggravate e reati economici. I cosiddetti colletti bianchi, qualora il provvedimento dovesse diventare legge, potranno così al massimo finire agli arresti domiciliari.

E il carcere per loro potrebbe scattare solo in un caso: se trasgrediranno le prescrizioni imposte, cioè se evaderanno, ad esempio, dagli arresti domiciliari. Ma non si rischierà più la detenzione solo per il fatto di aver commesso un reato per il quale è prevista una pena superiore ai cinque anni, così come dice la legge attuale. Il rappresentante del gruppo di Verdini in commissione Giustizia, Ciro Falanga, difende il suo provvedimento spiegando che la disciplina della custodia cautelare, pur essendo "uno dei temi più controversi e sdrucciolevoli" per il legislatore, va riformata. A suo avviso, andrebbero "demolite le mitologie dell'insicurezza diffusa" e andrebbe recuperato "il discorso sulla custodia cautelare e della sua regolamentazione al più pacato e stabile terreno dei valori fondativi della nostra Repubblica".

Pertanto, secondo il senatore di Ala, non si dovrebbe più guardare tanto all'entità della pena del reato per prevedere o meno la custodia cautelare in carcere, quanto al fatto se si sia usata o meno violenza ricorrendo anche all'uso di armi o se si tratti o meno di delitti di criminalità organizzata. Per tutti gli altri reati gravi come, ad esempio, quelli contro la pubblica amministrazione la custodia cautelare in carcere non esisterebbe più. Nel disegno di legge infatti, chiunque venga accusato di fattispecie come la truffa aggravata, l'autoriciclaggio o la corruzione, rischierebbe al massimo gli arresti domiciliari. Sul significato politico di un gesto così dirompente da parte di tutto il centrodestra unito le interpretazioni divergono.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il