Referendum sondaggi aggiornati referendum costituzionale oggi giovedì 17 novembre, chi vince tra no e sì ultimissime

L'ago della bilancia del referendum costituzionale di dicembre sono gli indecisi. Secondo gli ultimi sondaggi sono circa il 30% degli elettori.

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Vincerà il sì o il no al referendum costituzionale di dicembre? Stando ai sondaggi aggiornati a oggi giovedì 17 novembre 2016, la partita è apertissima e a fare la differenza saranno gli indecisi. Al di là dei comitati per il sì o per il no c'è una grande fetta di elettorali che non sa cosa scegliere ed è in grado di far pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra. Stando a un sondaggio realizzato da Scenaripolitici per Huffpost, ci potrebbe essere un effetto Trump a favore del no. Ma sono proprio le elezioni americane che insegnano con i sondaggi possono anche rivelarsi errati e vanno sempre presi con la giusta cautela.

Ricordando come non sia necessario il raggiungimento del quorum per rendere valido il referendum, secondo l'ultimissima rilevazione di La7, il sì sarebbe al 34,9% (+0,1% rispetto a una settimana fa), il no al 39,2% (+0,9%) mentre gli indecisi rappresentano il 25,9% degli elettori (-1,0%). Una vera e propria bufera si è nel frattempo scatenata sulla lettera del presidente del Consiglio agli italiani all'estero in vista del referendum. Una bufera che vede tutto il fronte del No in trincea e pronto a passare dalla battaglia parlamentare a quella legale per quella che è vista come una disparità di trattamento da parte della maggioranza.

In particolare dal fronte del No si accusa il governo di aver fornito gli indirizzi dei quattro milioni di italiani all'estero solo ai comitati del Sì. Accusa che il Viminale ha restituito al mittente: "I dati in nostro possesso, e cioè nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo estero di residenza dell'elettore e sede diplomatica di competenza, sono stati regolarmente consegnati a tutti i richiedenti. Inclusi, quindi i comitati del No. È proprio l'accessibilità dei dati dei nostri connazionali il fulcro di questa nuova tempesta. Ad accendere la miccia è il Comitato Popolare del No che ha sottolineato come a ottobre il Viminale aveva consegnato loro un file con i nominativi degli italiani all'estero ma senza indirizzi e numeri di telefono.

Dal Parlamento, in poche ore, si passa però ai tribunali. Prima il Comitato per il No presieduto da Alessandro Pace, poi il leader del Carroccio Matteo Salvini hanno annunciato un esposto in Procura sull'accaduto. Ma fonti della maggioranza sottolineano come la lettera sia firmata da Matteo Renzi nella sua carica di segretario del Partito democratico l'invio della missiva è totalmente a spese del partito. Un invio che, si sottolinea sempre dalla maggioranza, non viola alcuna regola e viene realizzato sulla base di una normativa precisa e accessibile a tutti.

Ma il fronte del No non ci sta, punta il dito anche contro la Farnesina e accusa sia il ministro dell'Interno Angelino Alfano sia il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi di aver fatto riferimento alla lettera come iniziativa del premier. Da parte sua, Massimo D'Alema fa invece notare come "la diplomazia non sia al servizio del governo ma del Paese". Poi aggiunge: "Tutta questa vicenda conferma la ragione di fondo per cui votare si deve scegliere il No: le riforme non le deve fare il governo".

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
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