BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Rinnovo contratti statali, forze ordine, pubblico impiego dipendenti militari, polizia: coperture meno previsto potrebbero essere

La commissione Bilancio ha deciso di stringere le maglie e di tenere fuori i provvedimenti privi di un budget reale, anche in riferimento agli stipendi degli statali.




Continua a essere oggetto di aspre discussioni il buco nelle coperture di due norme contenute nel decreto legge fiscale all'esame dell'Aula di Montecitorio. L'alt è arrivato dalla Ragioneria generale dello Stato e riguarda due misure: il regime dei minimi e l'F24. Se nel secondo caso sul tavolo la cifra è di 5 milioni di euro, nel primo sono in ballo 30 milioni nel 2017 e 80 milioni nel 2018. Il testo è tornato all'esame delle commissioni, già alle prese con le proposte di cambiamento alla manovra, tra cui quelle relative al rinnovo del contratto degli statali e al riordino delle forze dell'ordine. E la commissione Bilancio ha deciso di stringere le maglie e di tenere fuori i provvedimenti privi di un budget reale.

A peggiorare la situazione c'è la rilevazione che è durata appena un mese, a settembre, l'uscita dell'Italia della deflazione. A ottobre i prezzi sono tornati in calo, con una riduzione dello 0,2% rispetto all'anno precedente, secondo i dati definitivi dell'Istat. L'Istituto di statistica ha rivisto al ribasso le stime preliminari, che avevano previsto una riduzione dello 0,1%, e indicato nuove tendenze deflazionistiche. Il calo dei prezzi ha raggiunto metà delle grandi città e nella ricca Milano ha toccato l'1,8%, anche per effetto del confronto con l'ultimo mese di Expo 2015. Forti ribassi anche a Potenza e Ravenna (-0,6%), Torino, Ancona, Roma e Palermo (-0,3% per tutti e quattro).

A questo punto diventa molto difficile che l'inflazione dell'intero anno possa risultare positiva. L'ufficio economico di Confesercenti prevede che il 2016 possa finire a -0,1%, il tasso indicato anche dall'Istat come inflazione acquisita a ottobre, quella che si otterrebbe in caso di variazioni dei prezzi nulle negli ultimi mesi dell'anno. Pure il centro studi di Confcommercio, del resto, dichiara quasi impossibile una chiusura del 2016 con una variazione positiva mentre prevede come verosimile un ritorno dell'inflazione all'1% in primavera. Dal fronte sindacale, il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy vede nei numeri sui prezzi il segnale più evidente che l'economia è in una fase di rallentamento e per questo sprona il governo ad "avere ancor più coraggio sulla strada della flessibilità di bilancio".

Al contrario il senatore di Forza Italia Andrea Mandelli teme spese fuori controllo e vede nel pericolo per la tenuta dei conti pubblici e nelle prospettive fosche per il commercio, dall'altro, la "doppia morsa che sta imbrigliando la nostra economia". Per il futuro più immediato, il Codacons teme una gelata dei consumi di Natale "perché tutti gli indicatori dicono che non ci sono segnali di ripresa né sul fronte dei prezzi, né su quello della spesa", come spiega il presidente Carlo Rienzi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il