BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie numeri novità quota 100 nettamente migliori delle cifre delle novità mini pensioni, quota 41

Mini pensione e quota 41 rischiano di essere inutili e inefficaci: novità per le pensioni più vantaggiose, alternative e posizioni diverse




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Continuano a essere diverse e non sempre convergenti le posizioni sulle novità per le pensioni. Lo vediamo adesso con il presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, scettico rispetto al progetto complessivo. Mini pensioni e quota 41, secondo le ultime e ultimissime notizie, potrebbero rivelarsi poco utili nel quadro generale.

E’ stata rimandata perché al momento troppo costosa, come dichiarato dal responsabile del Dicastero dell’Occupazione, ma in realtà sarebbe stata la novità per le pensioni migliori, alla luce delle ultime notizie sulle recenti novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 che la maggioranza sta portando avanti, da inserire nel nuovo testo unico. A sostenere questa posizione il presidente dell’Istituto di Previdenza, che ha chiaramente spiegato come la sua proposta di quota 100 sarebbe stata decisamente più conveniente rispetto a mini pensione e quota 41 così come attualmente formulate, molto limitate e con troppi paletti, che potrebbero rivelarsi inutili e inefficaci, rischiando di essere solo l’ennesimo spreco di soldi da parte della maggioranza, soprattutto perché non tendono ad avviare quel processo di ricambio generazionale a lavoro, essenziale come effetto di novità per le pensioni finora discusse al fine di un rilancio dell’occupazione giovanile, ma anche perché non contribuiscono a ristabilire quell’equità sociale tanto perseguita, come lo stesso presidente dell’Istituto auspica da sempre.

Il motivo per cui il presidente dell’Istituto ritiene che la quota 100 sarebbe stata migliore rispetto alle attuali mini pensioni e quota 41 per cui, ricordiamo,sono stati 300 milioni di euro per il primo anno di sperimentazione, sono essenzialmente costi ed effetti: stando a quanto precisato, infatti, le novità per le pensioni che la maggioranza sta portando avanti, tra mini pensione, mini pensione senza oneri e aumenti delle pensioni base, dovrebbero portare ad un aumento del debito di circa 20 miliardi. per il primo anno. A questo si aggiunge la questione che dopo il 2018, anno di conclusione del primo anno di sperimentazione della mini pensione, sarà difficile bloccare il meccanismo di mini pensione senza oneri, anzi probabilmente ne verrà chiesto l'allargamento delle persone beneficiari, con presumibili richieste, da parte delle stesse forze sociali, di un'estensione delle categorie di persone da considerare impegnate in occupazioni faticose. E si tratta di ulteriori misure che  potrebbero portare il debito a crescere ulteriormente.

Al contrario di questi rischi appena spiegati, la novità per le pensioni di quota 100 avrebbe solo ridotto il debito e, sulla scia del piano di anticipo dell’età pensionabile da sempre portato avanti dal Comitato ristretto  per le pensioni, a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità fino ad un massimo dell'8%, piano per cui sarebbe serviti circa 10 miliardi di euro stando alle stime, l’Istituto di Previdenza aveva proposto un piano di pensione a 63 anni e sette mesi con almeno 20 anni di contributi e penalità fino ad un massimo del 12%, cioè del 3% per ogni anno di anticipo della pensione fino a 62 anni, con un costo stimato di circa 1 miliardo di euro nel 2017, 2,5 nel 2018 e 3 miliardi nel 2019, stando alle stime fatte lo scorso anno, considerando il recupero di soldi anche da altre misure pensionistiche.

Tra le altre misure proposte dall'Istituto di Previdenza, infatti, c’era e c’è, la separazione netta tra spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale, revisione delle pensioni più elevate, anche se si tratta di una misura fortemente contrastata dagli stessi esponenti politici ma che nelle intenzioni dell'Istituto seguirebbe, o avrebbe seguito, regole ben precise e spiegate dallo stesso presidente. L'intenzione sarebbe quella di intervenire solo sui trattamenti a partire da 5.000 euro lordi al mese in su, con ricalcolo contributivo solo della parte della pensione ancora calcolata con vecchio, e più vantaggioso, sistema retributivo. Con questo meccanismo, lo stesso Istituto ha stimato una riduzione, al massimo, del 15% della pensione, che certamente non sarebbe stata, e non sarebbe, pesante per coloro che percepiscono tali assegni. Si tratta, del resto, di una misura che permetterebbe di ristabilire equità sociale e di recuperare anche nuovi soldi da investire, come da tempo spiegato, in ulteriori eventuali novità per le pensioni positive per tutti. Dal canto suo, il consigliere economico di Palazzo Chigi si è sempre detto d’accordo con il piano dell’Istituto di Previdenza, fino a qualche tempo fa: d’accordo con la quota 100, d’accordo con la revisione e i tagli delle pensioni più elevate, d’accordo anche con separazione di assistenza e previdenza e con l’assegno universale per tutti gli over 55 rimasti senza occupazione e in condizioni di difficoltà.

Ma ad oggi la sua posizione è nettamente cambiata e dopo aver fatto lui stesso un clamoroso passo indietro sul piano di revisione delle pensioni più ricche, ritenendo che potrebbero interessare anche chi non percepisce poi assegni così tanto alti, sostiene al momento le nuove novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 che la maggioranza sta portando avanti, ritenendo si tratti di soluzioni compromesso che sono arrivate come risultato di un lungo periodo di confronti e discussioni ma che, comunque, come ribadiscono le ultime notizie da parte dell’Istituto rischiano di essere inefficaci.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il