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Rinnovo statali, pubblico impiego assunzioni nuove con forze dell'ordine, polizia, militari mentre resto emendamenti incerto

Continua a essere rinviata la trattativa tra Ministero per la Funzione Pubblica e forze sociali sull'aumento degli stipendi degli statali.




La situazione della pubblica amministrazione in Italia sta iniziando ad assumere caratteri paradossali. Sta infatti succedendo che mentre sta diventando più chiaro il quadro su alcune delle questioni che solo adesso sono diventate attuali, come la proroga di un anno per le graduatorie dei concorsi pubblici e l'allargamento degli spazi per le assunzioni dei Comuni, c'è incertezza sul budget aggiuntivo per il rinnovo dei contratti degli statali. Si tratta di un punto chiave, considerando che gli stipendi degli statali sono congelati da sette anni e nonostante una sentenza dell'Alta Corte non c'è chiarezza sui finanziamenti effettivi.

Quanto indicato nel testo della manovra è piuttosto generico poiché i poco meno di due miliardi di euro sono comprensivi anche della somma destinata alla forze dell'ordine. Ecco allora che le forze sociali sono sul piede di guerra. Gli esponenti della Confsal Unsa e della Fials Confsal hanno addirittura minacciato lo sciopero della fame senza rassicurazioni sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Da parte della maggioranza, spiegano, sarebbe arrivata qualche rassicurazione: "Ci ha fatto sapere che si impegnerà a massimizzare il più possibile le risorse da destinare ai rinnovi". Il prossimo passo è quello della convocazione delle forze sociali per l'avvio delle trattative vere e proprie.

E a proposito di forze dell'ordine, "una cosa è certa: la presenza dei militari nelle città viene sollecitata dai sindaci, dalla gente comune, dai semplici cittadini". E questo è dovuto, dice il generale Claudio Graziano, capo di stato maggiore della Difesa, alle prese adesso con la "grana" Milano, anche dal modo di operare dei soldati italiani all'estero, "dove abbiamo dimostrato di saper impugnare un'arma con efficacia e determinazione, se necessario, conservando però sempre un rapporto amichevole e rispettoso con la popolazione". Graziano non si sottrae alla domanda sull'intenzione del sindaco di Milano di chiedere al governo più esercito per la sicurezza della città.

"Le nostre forze armate - risponde il capo di stato maggiore - sono in questa fase molto impegnate, sia in Italia che all'estero: ma, se richiesto, sono in grado di far fronte in tempi rapidi anche a questa esigenza". "Oggi abbiamo oltre 7.000 militari impegnati in Italia nell'operazione Strade sicure", spiega. "Si tratta di un contingente la cui dislocazione è variabile, così come i compiti, che vanno dalla vigilanza dei siti sensibili al supporto alle forze di polizia nel controllo del territorio e in caso di calamità naturali".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il