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Referendum sondaggi costituzionali ultimi prima del blocco ufficiale. Ora al via sondaggi referendum clandestini aggiornati

Avanti ancora il no nelle intenzioni di voto degli italiani sul prossimo referendum di dicembre: cosa potrebbe cambiare all’indomani del risultato




AGGIORNAMENTO: Finiti i sondaggi per il referendum costituzionale ufficiale, potrebbero partire a brevissimo i sondaggi per il referendum costituzionale clandestini. Ecco comunque i sondaggi, i rilievi e le proiezioni aggiornate ad oggi sabato 19 Novembre dopo la conclusione delle indagini demoscopiche ufficiali

Dai sondaggi aggiornati ad oggi, sabato 19 novembre, quando sta per scattare il silenzio imposto prima del voto di dicembre, emerge una chiara tendenza al no nelle intenzioni di voto degli italiani per il prossimo referendum costituzionale che chiamerà al voto gli italiani il 4 dicembre. Si tratta di un risultato inattesa e insperato da parte del premier convinto, fino a qualche giorno fa, di poter uscire vincitore da questo appuntamento, tanto voluto, tanto visto da moltissimi come un voto sull’operato della maggioranza finora, piuttosto che sulla decisione di modificare l’attuale Costituzione. Dai numeri aggiornati ad oggi, il no sarebbe ancora avanti, al 34%, rispetto al sì, fermo al 29%. E cala anche la percentuale degli indecisi e di coloro che non andranno proprio a votare. Sempre stando a quanto emerge dagli ultimi sondaggi, i sì sarebbero concentrati prevalentemente tra gli elettori dei due partiti di governo, Pd e Ncd, con il 70% dei primi e il 73% dei secondi che dovrebbero votare sì. Dalla parte del no tutti gli altri.

Ma cosa potrebbe succedere se davvero le ultime notizie sulle intenzioni di voto degli italiani dovessero concretizzarsi e dovesse vincere il no? In questi ultimi giorni, le ultime e ultimissime notizie hanno paventato diverse possibilità se al voto di dicembre dovesse davvero vincere il no, dalla richieste di anticipare le elezioni, cosa che però non sarebbe appoggiata dal presidente della Repubblica che potrebbe chiedere allo stesso premier Renzi di mantenere il suo ruolo, alla possibilità di costituzione di un governo tecnico di transizione, con il premier che continuerebbe però ad essere segretario della maggioranza, con il compito di traghettare il Paese verso le elezioni che si terranno nel 2018. E in questo caso, i nomi emersi come possibili nuove guide della maggioranza, stando a quanto riportano le ultime notizie, sono stati quelli dell’attuale ministro dell’Economia, che si tradurrebbe in nulla di positivo per quanto sperano in ulteriori novità per le pensioni, considerando che non ne è mai stato favorevole; dell’attuale ministro della Cultura e dell’attuale presidente di Palazzo Madama.

Ma Renzi ha chiaramente dichiarato che in caso di vittoria del no al referendum costituzionale non appoggerebbe l’idea di un governo tecnico, perché non sarebbe in grado di mettersi d'accordo con le altre forze politiche per dare vita ad un governo di scopo. E dichiara altrettanto chiaramente che se vincerà il no, non cambierà nulla, esprimendo anche l’intenzione di un confronto sia con il leader di Forza Italia sia con il leader del Movimento 5 Stelle.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il