Elezioni in Polonia: vincono i liberali di Piattaforma Civica. Più vicini all'Ue e ritiro da Iraq

I liberali di Piattaforma Civica trionfano grazie anche al contributo della sinistra che ha unito ex comunisti e padri laici di Solidarnosc. A guidare il paese sarà Donald Tusk, pronto a riavvicinarsi all'Europa, e a ritirare i suoi soldati dall



La Polonia volta pagina. Piattaforma Civica, formazione liberal-europeista guidata da Donald Tusk, leader dell'opposizione liberale, ha stravinto grazie anche all'aiuto della sinistra (la LiD), l'alleanza che univa gli ex comunisti ai padri laici di Solidarnosc. Per i gemelli Kaczynski e il loro partito nazional-populista, Legge e Giustizia (PiS) è una sconfitta sonante che potrebbe farà cadere il governo di Jaroslaw Kaczynski, alla luce di quello per molti era una sorta di referendum contro l'esecutivo e il duopolio dei due gemelli, nonostante il fratello Lech resterà presidente della Repubblica fino al 2010. Per i liberali è un trionfo inaspettato nei numeri che ripaga la doppia disfatta alle legislative e alle presidenziali del 2005, e promette di cambiare scenario, come ha detto Tusk a caldo, parlando di vittoria "per garantirci un destino migliore, perché nel momento del bisogno, i polacchi rispondono sempre".

Il voto di ieri, infatti, è giunto con due anni in anticipo rispetto al normale corso della legislatura, a causa di una profonda crisi interna alla coalizione al potere a Varsavia. Dopo gli scandali che avevano coinvolto i suoi partiti alleati, e a fronte di un evidente calo di credibilità e popolarità Jaroslaw Kaczynski non è riuscito in questi mesi a trovare una maggioranza alternativa in parlamento, decidendo così di rassegnare in blocco le dimissioni del suo governo. Anche per questo, era un risultato atteso in realtà da mezza Europa, stanca e indignata per la politica euro-scettica del governo in carica, della quale anche i polacchi ne avevano abbastanza. A dimostrarlo la partecipazione al voto del 55,3% (tre anni fa votò il 41%), la più alta da quella delle prime elezioni democratiche del 1989, quando l'accordo storico tra Solidarnosc e la giunta del generale Jaruzelski avviò la caduta del Muro di Berlino e la fine dell'Impero sovietico. A votare in massa soprattutto coloro che sono emigrati in questi anni di governo della destra; grande folla nei consolati polacchi nel Regno Unito, a Berlino, Roma, Barcellona e Milano, dove si sono rifugiati soprattutto i laureati emarginati dai provvedimenti protezionisti e anti-europei del PiS. E, particolare interessante, le forze riformiste e progressiste hanno vinto in tutta la Polonia occidentale, centrale, sulla costa, da Varsavia a Danzica, dalla cattolicissima Cracovia alla Slesia dei minatori. Soltanto le regioni della frontiera orientale, un tempo culla dell'antisemitismo, è rimasta roccaforte dei Kaczynski.

La Piattaforma diventa di gran lunga il primo partito del paese con il 43,6%, il PiS crolla al 31,1%, la LiD guadagna un robusto 12,6%. Il Partito contadino (Psl) si ferma al all'8,6, mentre l'ultradestra (Lpr) e i populisti di Samoobrona, alleati dei Kaczynski, crollano rispettivamente all'1,6% e all'1,4%. Così facendo il partito di Donald Tusk avrà 226 seggi (su 460) al Sejm, la prima Camera, la sinistra ne avrà 50, il Psl 27, formando una maggioranza solidissima, che il PiS (solo 156 seggi) non ha mai avuto. Anzi, essendo vicini alla maggioranza costituzionale, le forze di governo potrebbero cambiare la Costituzione, fino ad arrivare alla richiesta di deferire il premier uscente alla Corte Suprema per abuso di potere. Proporzioni simili al Senato, con la Piattaforma forte di 66 (su 100), i PiS 28 e la sinistra 5. Tra un mese il nuovo parlamento si insedierà, anche se nelle prime dichiarazioni a caldo il premier uscente Jaroslaw Kaczynski si è limitato a vaghi "auguri" di circostanza, e ha subito parlato di una "massiccia manipolazione" e di un "fronte massiccio" grazie al quale Piattaforma Civica avrebbe vinto.

"Riparare i danni dei Kaczynski" è stato il primo commento di Lech Walesa, storico leader di Solidarnosc e ex-presidente, felice che i polacchi abbiano "salvato il loro onore, con la vittoria dei liberali che aggiusta l'immagine della Polonia all'estero e avvicina il Paese all'Ue". Una soddisfazione condivisa da Bruxelles, Berlino, Mosca. Per tutti vale il parere di Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, che plaude oggi al ritorno dello "spirito europeo del popolo polacco". E davvero il vento è destinato a cambiare. Tusk, il nuovo leader, promette privatizzazioni e riforme, e firmerà la Carta Europea dei diritti, percorrendo una strada di disgelo con Ue, Germania e Russia, che in questi anni hanno considerato la Polonia "bastion contrario" e "Paese ostile"‘, soprattutto per l'isolamento a cui i gemelli Kaczynski hanno costretto Varsavia, ben oltre il programma di "interesse nazionale" perpetrato dal governo. Anche il primate della Chiesa cattolica cardinale Josef Glemp, è convinto che col voto cambieranno le cose, come ha detto augurandosi che arrivi "la pace sociale". Ma soprattutto Tusk dovrebbe prendere le distanze da Bush, a cominciare dal ritiro dall'Iraq, laddove le forze armate polacche controllano una delle quattro zone amministrate dall'alleanza che fa capo agli Usa. Un duro colpo per Washington che avvicinerà Varsavia all'Europa. Verrà meno quell'imbarazzo dell'Unione di fronte alla contrapposizione della Polonia nei confronti delle iniziative comunitarie (clamorosa quella contro la pena di morte che i Kaczynski non hanno voluto sottoscrivere), anzi, la riconciliazione con Bruxelles potrebbe fare da collante tra i liberali e la Sinistra, alla ricerca di una alleanza che non potrà venire invece dalla politica economica, laddove il liberismo di Tusk finirebbe per scontrarsi con l'ala contadina della LiD. Piuttosto andrà verificata la convivenza tra il nuovo governo liberale e il presidente Lech Kaczynski, che resta il grande interrogativo del dopo-voto, se è vero che una coabitazione turbolenta potrebbe diventare un fattore destabilizzante per l'intera legislatura, e riportare la Polonia come al punto di partenza.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il