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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni Renzi un singolo Comunista è rimasto

La nuova paradossale definizione del premier Renzi, cosa significa anche in merito a novità per le pensioni: cosa potrebbe cambiare e come davvero




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:15): Non è, comunque, da dimenticare che Renzi ancora prima di salire ai vertici si era espresso favorevole a delle novità per le pensioni per rilanciare il sistema che prevedono una sorta di quota 100 e l'assegno universale, ma anche una serie di revisioni negative. Poi giunto al potere, ha anche fatto una serie di scelte come confermano le ultime notizie e ultimissime per poter ottenere questo obiettivo, ma che per la strategia adottata del solo e semplice consenso, pare al momento completamente naufragato e dimenticato.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): E' chiaramente un articolo con una base di ironica, ma qualcosa di vero e non lo diciamo solo noi, Renzi lo ha davvero come l'unico vero comunista rimasto anche se magari nelle ultime notizie e ultimissime non si cologono proprio gli aspetti positivi di questo modo di essere e di credere. Sicuro sulle novità per le pensioni è ancora più difficile da credere.

Nella consapevolezza sa che il panorama politico italiano di oggi è decisamente cambiato rispetto a qualche tempo fa e probabilmente sono venute meno, in senso stretto, quelle divisioni tra destra e sinistra, ideologicamente contrapposte ma fondate su solide basi a sé stanti, stando alle ultime notizie, il premier Renzi sarebbe l’ultimo comunista rimasto, definizione decisamente paradossale, e motivata dal fatto che ritiene di essere sempre il ‘migliore’, di riuscire ad andare avanti da solo, sempre nella ragione, sin dal momento in cui ha deciso di insediarsi al potere italiano, con quel meccanismo di rottamazione. Questa sua posizione è ciò che lo sta portando a non cambiare nulla nel proprio partito, a rispondere in maniera negativa a quanti hanno chiesto, dall’opposizione interna, di lasciare la carica di segretario del partito, e dalla coalizione di modificare l’Italicum in vista del prossimo referendum costituzionale, appuntamento che potrebbe segnare un vero e proprio spartiacque per il potere renziano in Italia.  
 
In un primo momento, lo stesso Renzi aveva annunciato che in caso di sconfitta al referendum d’autunno si sarebbe dimesso, lasciando il mondo della politica, poi ha fatto un passo indietro dicendo che non si dimetterà ma continuerà a guidare il Paese fino, probabilmente, alle prossime elezioni che in tal caso potrebbero essere anticipate al 2017 piuttosto che tenersi nel 2018. In caso di vittoria dei sì al referendum di ottobre, però, tutto potrebbe continuare così com’è, con un Renzi pronto ad andare avanti per la sua strada sempre da solo, esattamente come fatto lo scorso anno, con le nuove norme occupazionali, per esempio. Lo stesso potrebbe accadere per le novità per le pensioni: sin dall’inizio del suo governo, Renzi aveva annunciato di essere disposto a modificare l’attuale legge pensioni, senza stravolgerne l’impianto ma correggendone le distorsioni nate. Finora, però, nulla è stato fatto e due anni si attendono ancora quelle novità per le pensioni risolutive di alcune situazioni diventate davvero urgenti.

Renzi ha parlato qualche settimana fa di un piano di uscita prima con mini pensione che nel corso delle settimane è stato modificato rispetto al suo iniziale impianto, che sarebbe decisamente limitato, valido cioè solo per coloro che sono nati tra il 1951 e il 1953, che prevede forti riduzioni sul valore della pensione finale, per cui decisamente poco vantaggioso per il lavoratore che volesse andare in pensione prima.Nulla, però, sembrerebbe al momento essere davvero nei progetti di Renzi per quanto riguarda novità per le pensioni di quota 100 e poco sembra per novità per le pensioni di quota 41, su cui però continuano a spingere forze sociali, Comitato ristretto per le pensioni, e gruppi online, necessari per risolvere le situazioni di particolari categorie di lavoratori, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo e coloro che svolgono occupazioni faticose, che sono state fortemente penalizzate dalle norme pensionistiche attuali.

Senza considerare poi le novità per le pensioni minori, come la cancellazione dei costi onerosi per la riunione dei contributi previdenziali versati in diverse gestioni, la revisione del sistema di recupero degli anni scolastici e l’aumento, sempre più richiesto, delle pensioni più basse soprattutto alla luce delle ultime notizie secondo cui ben 6 milioni di pensionati italiani sarebbero costretti a vivere con meno di mille euro al mese. E’ tuttavia plausibile pensare che le novità per le pensioni continuano a non essere prioritarie per il premier Renzi tranne che aumentare quelle inferiori E’ questo su cui Renzi vorrebbe innanzitutto puntare, e che comunque farebbe piacere ai cittadini se chiaramente modulato in maniera conveniente. Tuttavia, seguendo la paradossale definizione di Renzi ultimo comunista, a dispetto dei veri comunisti, il suo interesse per le novità per le pensioni è decisamente minore, anche rispetto ai cambiamenti annunciati in merito dalla Nuova Sinistra o ad altre compagini che seguono le idee dei comunisti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il