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Tfa terzo ciclo, assunzioni, aumento stipendi docenti sblocco, concorso scuola nuovo e attuale: novità questa settimana

Il Miur pensa a nuove assunzioni ovvero alla predisposizione di ulteriori concorsi che non possono legarsi al destino del Tfa.




Non c'è solo il Tfa terzo ciclo perché tra i punti caldi della scuola italiana c'è proprio la manovra finanziaria adesso alla Camera. Il pacchetto di interventi prevede norme sulla contribuzione studentesca, il finanziamento del fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio, borse nazionali per il merito e la mobilità, orientamento pre-universitario, sostegno didattico e tutorato, erogazioni liberali in favore degli Istituti tecnici superiori, finanziamento delle attività di ricerca, l'esonero contributivo alternanza scuola lavoro, il fondo per il finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza.

E in questo menu occorre aggiungere anche la partita aperta per il rinnovo del contratti dei dipendenti pubblici. Il Ministero dell'Istruzione sta poi ragionando sulle nuove assunzioni ovvero sulla predisposizione di ulteriori concorsi riservati per gli insegnanti precari. E la questione si intreccia inevitabilmente con quella dell'abilitazione ovvero con il Tfa terzo ciclo, di cui non si hanno ancora certezze, se non "l'imprescindibilità" dichiarata dal ministro dell'Istruzione. Ma i ritardi nella sua attivazione sembrano mettere in dubbio queste certezze.

Tra le novità della settimana in ambito scolastico con ripercussioni nel breve periodo, si segnalano le ore contate per i cosiddetti diplomifici. Nei primi sei mesi del 2016, 27 scuole paritarie sono state costrette a chiudere. Da gennaio a giugno gli ispettori del Ministero dell'Istruzione hanno visitato 288 istituti non statali di secondo grado (sui 1.641 presenti in Italia), dove si rilevava una sostanziale differenza fra il numero di iscritti al primo anno e quello di iscritti all'Esame di Stato: al 9% è stata revocata la parità. Sono i primi risultati del Piano straordinario di ispezioni nelle scuole paritarie previsto dalla riforma della cosiddetta Buona scuola.

L'obiettivo, ha spiegato il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini nell'illustrare le novità per il prossimo anno scolastico, è "premiare chi merita e colpire chi lavora male". A suo dire, "questo Piano intende dare valore a ciò che funziona, colpendo le irregolarità e soprattutto i cosiddetti diplomifici". Fatali, per gli istituti che ora non potranno più rilasciare titoli, sono state alcune criticità riscontrate e non sanabili. Tra queste, una documentazione carente sulla sicurezza, locali inidonei per il servizio scolastico, docenti non abilitati, piani dell’offerta formativa non correttamente compilati e una differenza fra numero di iscritti e frequentanti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il