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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 cosa evidenziano i contrastanti dati economici

Continuano a essere tanti i segnali che rivelano come sia necessario un cambio di passo ovvero un progetto di rilancio che metta al centro le novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Dai numeri non si scappa ed è proprio a causa di quelli relativi al budget messo a disposizione sulle novità per le pensioni che stanno venendo a cadere alcune delle ipotesi di miglioramento al testo della maggioranza. La partita è ancora aperta e come dimostrato dalle ultime e ultimissime notizie, la conferma dell'Assemblea non arriverà prima del fine settimana.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): E' come stare sulle montagne russe, se si seguono i dati economici che nelle ultime notizie e ultimissime si susseguono anche solo prendendo in considerazione quelli dell'economia reale. Ma non basta un piccolo 0,3% per dire che si è fatto il giusto, tutto il resto mostra il contrario e ancora una volta l'occupazione è un vero tallone d'achille con le novità per le pensioni che potrebbero aiutarlo a guarire.
 

Per comprendere fino in fondo le prospettive sulle novità per le pensioni occorre guardare con attenzione i dati economici che, ad analizzarli con attenzione, rivelano l'esistenza di una situazione contrastante. In comune c'è però la mancata volontà di inquadrare gli interventi sulle pensioni in un contesto globale che contempli anche il mercato dell'occupazione in un'ottica di rilancio della produttività e della competitività e di contrasto alla disoccupazione giovanile. Le prove sono tante e sotto gli occhi di tutti. Di positivo c'è che nel terzo trimestre dell'anno il Prodotto interno lordo è rimbalzato dello 0,3% contro la crescita zero dei tre mesi precedenti, salendo dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Si tratta di una interessante spinta in avanti, dovuto al balzo della produzione industriale di agosto, che ha consentito all'Istituto nazionale di statistica di calcolare una crescita acquisita per fine anno dello 0,8%, in linea con gli obiettivi fissati dal governo nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. La stima preliminare è arrivata a meno di insieme al dato altrettanto positivo sul debito pubblico, sceso a settembre a 2.212,6 miliardi di euro. Tuttavia, il taglio degli sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato nel 2016 si riflette sulla nuova occupazione stabile: nei primi nove mesi dell'anno le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono ridotte del 32% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Se si guarda al saldo totale dei contratti stabili, il dato dei primi tre trimestri del 2016 resta positivo ma comunque inferiore non solo rispetto al 2015 ma anche al 2014. Prosegue la corsa dei voucher che in 9 mesi si avvicina alle vendite fatte nell'intero 2015 e segna un +34,6% anche se è probabile che nei prossimi mesi la stretta sulle regole per l'utilizzo dei buoni lavoro inverta il trend. Tanto per non farci mancare nulla e a riprova di come occorra un progetto complessivo che metta al centro le novità per le pensioni, l'Osservatorio sul precariato dell'Istituto nazionale della previdenza sociale rileva anche un aumento dei licenziamenti complessivi con un boom per quelli disciplinari, in particolare nelle imprese con più di 15 dipendenti.

A detta degli esperti, l'aumento è compatibile con un calo del tasso di licenziamento nel periodo considerato e che questo è legato all'aumento consistente dell'occupazione a tempo indeterminato. La crescita dei licenziamenti disciplinari è spiegabile anche con l'entrata in vigore della norma sulle dimissioni online, procedura ancora molto complicata soprattutto per i lavoratori stranieri. Nel periodo sono diminuite le dimissioni ed è aumentato il numero dei licenziamenti anche grazie al fenomeno di lavoratori che si sono resi irreperibili senza dare le dimissioni online costringendo il datore di lavoro al licenziamento disciplinare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il