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Referendum sondaggi clandestini costituzionale aggiornati, dove trovare sondaggi vietati riservati nei migliori siti web

Al pari di quanto è successo in passato, sono attese a breve le prime rilevazioni clandestine anche per il referendum costituzionale.




Fino al 4 dicembre, giorno del referendum costituzionale, no è più possibile pubblicare nuovi sondaggi sull'andamento delle preferenze ovvero sulle intenzioni di voto degli elettori per il sì o per il no. Tuttavia, le rilevazioni andranno avanti e c'è chi sfrutta modi alternativi per rendere pubblici i risultati. Come quelli dei sondaggi mascherati da corse clandestine di cavalli proposti da tempo da notapolitica.it. Un altro popolare sito, che fa riferimento anch'esso al mondo delle scuderie e dei cavalli è rightnation.it. Ecco poi scenaripolitici.com che sfrutta l'espediente delle previsioni di vendita di auto. Molto seguiti sono poi i sondaggi di youtrend.it sotto forma di conclave per la scelta del papa.

Al momento non c'è nulla, ma al pari di quanto è successo in passato, sono attese a breve le prime rilevazioni anche per il referendum costituzionale. Non è previsto il quorum. Barrando con una x il sì si vota per riformare la Costituzione, mentre con il no si intende lasciare tutto com'è. Nel caso in cui la riforma passi lo scoglio del referendum, questo sarebbe il nuovo percorso dell'iter legislativo: l'esame dei disegni di legge è avviato dalla Camera che, subito dopo l'approvazione, trasmette il testo al Senato. La posta in palio è evidentemente alta e gli animi sono già molto caldi. Sul campo di battaglia si sfidano e si confrontano due diverse idee di democrazia.

La prima è arroccata a difesa della Costituzione così come l'abbiamo conosciuta fin qui. La seconda reclama un cambio di marcia, muovendo dalla visione di un processo democratico maturo, che per essere più efficace anche nel vortice delle dinamiche europee necessita di una iniezione di stabilità. Un nuovo ruolo toccherà in sorte anche a Montecitorio. Il presidente della Repubblica, ad esempio, potrà sciogliere soltanto la Camera dei deputati e non più anche il Senato, che, se la riforma passerà, diventerà un organo a elezione indiretta che si rinnova periodicamente e parzialmente in base alla durata dei consigli regionali che nomineranno i futuri senatori. Il presidente della Camera diventerà la seconda carica dello Stato.

E in quanto tale sarà lui a fare le veci del presidente della Repubblica in caso di assenza o indisponibilità. Saranno senatori a vita soltanto gli ex presidenti della Repubblica. Nasce la nuova figura dei senatori di nomina presidenziale: il capo dello Stato può nominare senatori che dureranno in carica 7 anni e non possono essere nuovamente nominati. Non possono esserci più di cinque senatori di nomina presidenziale contemporaneamente. I senatori a vita nominati prima della riforma manterranno il loro posto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il