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Cartelle Equitalia rottamazione, sanzioni, rottamazione cartelle esattoriali: prescrizione, rateizzazione a chi conviene

Le regole ufficiali di funzionamento e modalità di pagamento previste dal nuovo piano di rottamazione delle Cartelle Equitalia: a chi conviene, come fare e tempi




Dal prossimo 2017 sarà possibile aderire al nuovo piano di rottamazione delle Cartelle Equitalia, pagando così solo gli importi dovuti relativi a debiti pendenti iscritti al ruolo tra il 2000 e il 2016 senza dover calcolare sanzioni e interessi di mora che hanno fatto, e fanno, decisamente lievitare il conto finale da pagare. Dal momento della sua presentazione all’approvazione con il nuovo decreto fisco collegato alla nuova Legge di Stabilità 2017, il piano di rottamazione ha subito diverse modifiche. Vediamo, dunque, quali sono le regole ufficiali di funzionamento del suddetto piano, come funziona la rateizzazione delle cartelle esattoriali ricevute e a chi conviene aderire al piano. Come confermano le ultime notizie, le domande di adesione al nuovo piano di rottamazione delle cartelle, per chi lo riterrà opportuno e conveniente, dovranno essere presentate entro il prossimo 31 marzo e non più entro il 23 gennaio.

Il nuovo piano di rottamazione delle cartelle Equitalia riguarderà tutti i contribuenti che hanno ricevuto cartelle esattoriali dal 2000 al 2016 emesse da regioni, province, comuni, città metropolitane, per ruoli relativi a imposte come Imu, Irpef, Irap, Ires; relative a tributi e a contributi previdenziali e assistenziali affidati dall'Agenzia delle Entrate e dall'Inps o Inail. Non potranno aderire al nuovo piano di rottamazione i contribuenti che hanno ricevuto le cartelle relative all'Iva riscossa all'importazione, a multe stradali, ai crediti da danno erariale per sentenze di condanna della Corte dei Conti, al recupero di aiuti di Stato, alle ammende e alle sanzioni pecuniarie dovute per provvedimenti e sentenze penali di condanna. Possono fare domanda per adesione al nuovo piano di rottamazione delle cartelle Equitalia anche per i contribuenti che hanno già piani di rateazione in corso.

In questo caso, i contribuenti che stanno già pagando i loro debiti fino alla fine dell’anno continueranno a pagare esattamente come fatto finora, mentre dal prossimo gennaio 2017 potranno iniziare a pagare secondo le regole del nuovo piano di rottamazione, sottraendo dal conto della cartella sanzioni e interessi di mora. L’adesione al nuovo piano di rottamazione conviene a chi rischia azioni esecutive da parte del Fisco come, per esempio, pignoramenti e iscrizioni di ipoteche e per chi ha già piani di rateazione in corso e decide di aderirvi si bloccano le rate concordate e scatta il piano di pagamento agevolato. In alcuni casi, però, potrebbe essere rischioso aderire al nuovo piano di rottamazione delle cartelle e sono diversi i dubbi, per esempio, c i si chiede come si fa a pagare in 4 rate un debito che era già difficile pagare in 72 rate, o se saranno restituiti i soldi di sanzioni ed interessi già pagati con le rate.

In quest’ultimo caso, non sembra che il governo sia intenzionato a restituire quanto già versato dai contribuenti, mentre in relazione a coloro che sono in ritardo con i loro attuali pagamenti, non potranno aderire al nuovo piano di rottamazione fino a quando non regolarizzeranno tutti i pagamenti dovuti e ciò significherebbe pagare tanto a in tempi brevi per beneficiare dei nuovi pagamenti agevolati. Chi, in ogni caso, deciderà di aderire al nuovo piano di rottamazione delle cartelle Equitalia dovrà presentare l’apposita domanda, che si può scaricare direttamente dal sito di Equitalia, e compilare il modulo DA1 di dichiarazione di adesione al piano. Il modulo dovrà essere riempito con i propri dati personali, le informazioni sulle cartelle interessate, la scelta se pagare con piano di rateazione in cinque volte o in un’unica soluzione e la modalità di pagamento. Ma andiamo con ordine: il modulo da compilare, che una volta completo essere presentato direttamente agli sportelli di Equitalia o inviato, insieme ad una copia della carta d’identità, alla casella e-mail o Pec della Direzione Regionale di Equitalia di riferimento, si compone di due pagine, di cui solo la prima obbligatoria da compilare.

Nella prima pagina, infatti, bisognerà inserire il numero della cartella o il numero di riferimento interno indicato nell’avviso di presa in carico inviato dall’agente della riscossione, , nel caso di un debito chiesto con un avviso di accertamento esecutivo dell’Agenzia delle Entrate affidato a Equitalia entro il 31 dicembre 2016; mentre per gli avvisi ricevuti dall’Inps e affidati ad Equitalia bisogna riportare il numero dell’atto. Nella seconda pagina, invece, bisogna riportare il numero di ruolo indicato nella sezione ‘Dettaglio degli importi dovuti fornito dall’Ente che ha emesso il ruolo’ e riportare le somme di competenza dello stesso Ente nella sezione ‘Dati identificativi della cartella’ alla voce ‘Estremi dell’atto’, ma solo se i debiti contenuti derivano da alcuni degli Enti presenti in cartella. L'accettazione della richiesta e l'ammontare complessivo delle somme dovute saranno comunicati da Equitalia al contribuente entro il prossimo maggio 2017.

E’ possibile, poi, estinguere i propri debiti o pagando intermante con un unico versamento il proprio debito o con un piano di rateizzazione in cinque rate. Inizialmente ne erano state previste quattro. Chi sceglierà il pagamento a rate dovrà versare tre rate nel 2017, per un totale pari al 70% dell'importo dovuto, e due rate nel 2018 per pagare il restante 30%, compresi i ruoli del 2016. Per effettuare poi i pagamenti saranno diverse le modalità possibili: si può, infatti, scegliere se effettuare il pagamento semplicemente e direttamente attraverso la domiciliazione sul proprio conto corrente bancario; se pagare agli sportelli del concessionario della riscossione; o se pagare tramite bollettini precompilati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il