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Partita Iva tasse nuove più alte professionisti, nuove regole partita iva forfettaria minimi 2016-2017 Governo Renzi decreto Fisco

Domani prevista l’approvazione del decreto fiscale 2017 in Senato: misure previste, modifiche e novità per i contribuenti italiani




Dalle modifiche per i titolari di partita Iva a relativo regime dei minimi, alle novità per i professionisti, al nuovo piano di rottamazione delle cartelle Equuitalia e non solo: si avvia ad essere approvato nella giornata di domani, ufficialmente, il nuovo decreto fiscale 2017 in Senato. Vediamo le misure che si avviano a diventare operative dal prossimo anno, a partire dai titolari di Partita Iva che aderiscono al regime dei minimi forfettario, che se supereranno la soglia dei 15mila euro di ricavi fissati per poter godere del regime fiscale agevolato passeranno automaticamente nel regime di tassazione ordinaria; per arrivare all’abolizione dello spesometro, che dal primo gennaio 2017 sarà sostituito dalla comunicazione trimestrale telematica delle fatture emesse e ricevute e dalla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva al posto della comunicazione dell'elenco clienti e fornitori, aumentando le imposte per gli stessi professionisti, nonostante il premier avesse chiarito di non voler l’introduzione di alcuna nuova imposta.

Il nuovo decreto fisco 2017 prevede anche l’abolizione degli studi di settore che saranno sostituiti dagli indici di affidabilità fiscale, che premieranno, stando a quanto anticipato, i contribuenti più affidabili; e prevede, tra le altre novità, anche tagli alle iniziali sanzioni fissate per errori nelle dichiarazioni Iva. Sarà, infatti, prevista una sanzione di 2 euro per ogni fattura omessa o errata con un massimo di mille euro a trimestre e una sanzione dimezzata, con un massimo di 500 euro a trimestre, se si provvede alla dovuta correzione dell'errore entro 15 giorni. Per omessa, incompleta o infedele comunicazione Iva per via telematica sono previste sanzioni comprese tra i 500 e i 2mila euro, decisamente ridotte rispetto alle iniziali sanzioni previste, comprese tra i 5.000 e i 50mila euro.  

Il nuovo decreto fiscale prevede, poi, dal prossimo 2017, anche il via al nuovo piano di rottamazione delle Cartelle Equitalia, in vista della chiusura della Stessa Equitalia che dal primo luglio sarà sostituita dalla’Agenzia delle Entrate stessa, che prevede il pagamento delle cartelle esattoriali ricevute, tra il 2000 e il 2016, solo per gli importi dovuti relativi ai debiti senza calcolo di sanzioni e interessi di mora. Le domande per aderire al nuovo piano di rottamazione delle cartelle dovranno essere presentate entro il prossimo 31 marzo e non più entro il 23 gennaio, mentre l'accettazione della richiesta e le somme dovute saranno comunicate da Equitalia al contribuente entro il prossimo maggio 2017.

Il nuovo piano di rottamazione delle cartelle Equitalia riguarderà tutti i contribuenti che hanno ricevuto cartelle esattoriali dal 2000 al 2016 da comuni, regioni,  città metropolitane per mancati pagamenti di imposte, o che abbiano ricevuto cartelle relative a tributi e a contributi previdenziali e assistenziali affidati dall'Agenzia delle Entrate e dall'Inps o Inail. Non potranno aderire al nuovo piano di rottamazione i contribuenti che hanno ricevuto le cartelle relative all'Iva riscossa all'importazione, ai crediti da danno erariale per sentenze di condanna della Corte dei Conti, al recupero di aiuti di Stato, a sanzioni pecuniarie dovute provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Per aderire al piano bisognerà scaricare l’apposita domanda direttamente dal sito di Equitalia. Con il nuovo piano di rottamazione si potrà poi scegliere se pagare il proprio debito in un’unica soluzione o con un piano di rateizzazione in cinque rate, di cui tre da versare nel 2017, per un totale pari al 70% dell'importo dovuto, e due nel 2018 per pagare il restante 30%; e anche scegliere se effettuare il pagamento semplicemente e direttamente attraverso la domiciliazione sul proprio conto corrente bancario; se pagare agli sportelli del concessionario della riscossione; o se pagare tramite bollettini precompilati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il