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Tfa terzo ciclo, sblocco stipendi insegnanti, nuove regole, assunzioni manovra finanziaria, legge bilancio Governo Renzi

Non solo attivazione del Tfa, sono tante le questioni aperte della scuola con la legge di bilancio in fase di approvazione.




C'è un Tfa terzo ciclo che non decolla, ma anche una lunga serie di emendamenti alla legge di bilancio del governo Renzi su nuove assunzioni, sblocco stipendi e regole, di cui si attende di conoscere il destino. Più esattamente, si va dall'abolizione del divieto supplenze dopo 36 mesi e proroga per un triennio del finanziamento per i risarcimenti disposti dai giudici sull'abuso dei contratti a termine all'abolizione della titolarità su ambito, limite organici di sostegno, chiamata diretta, dall'adeguamento dell'indennità di vacanza contrattuale all'inflazione dal 2017 all'aggiornamento annuale Gae e inserimento in fascia aggiuntiva di tutti gli abilitati ed educatori.

In pista ci sono anche l'aggiornamento annuale delle graduatorie d'istituto per ambiti territoriali e inserimento in terza fascia dei laureati, l'albo ricercatori universitari, l'estensione della sperimentazione biennale delle mini pensioni con cui consentire di smettere anticipatamente il lavoro a tutti i docenti, l'estensione doppio canale a Graduatorie d'istituto e partecipazione laureati ai concorsi. Solo sullo sfondo rimane la questione Tfa 2016, rispetto a cui le ultime notizie continuano a riferire del solito slittamento dei tempi di pubblicazione del bando e dunque della sua attivazione.

In questo contesto, la Cassazione ha fissato i paletti per le attività svolte dalle scuole paritarie. Ha infatti stabilito che se l'attività didattica viene esercitata da una scuola paritaria e gli utenti pagano un corrispettivo si perde il diritto all'agevolazione fiscale, nonostante la gestione operi in perdita. E il fine di lucro non viene meno se con i ricavi si ha come obiettivo quello di raggiungere il pareggio di bilancio. Per i giudici di legittimità manca il carattere imprenditoriale dell'attività degli enti no profit solo nel caso in cui sia svolta a titolo gratuito. L'esenzione Ici era limitata all'ipotesi in cui gli immobili fossero destinati totalmente allo svolgimento di una delle attività elencate dalla norma in forma non commerciale.

In realtà, per l'Ici il legislatore non è mai intervenuto per chiarire quando un'attività può essere definita commerciale. È stato sempre demandato ai giudici il compito di prendere posizione, senza avere dei parametri ai quali fare riferimento. Per l'Imu, invece, sono state enunciate per le varie tipologie di attività, al fine di definire la loro natura non commerciale, quali criteri devono essere osservati. Per esempio, l'attività didattica si ritiene svolta con modalità non commerciali se è paritaria rispetto a quella statale, non discrimina gli alunni e accoglie i portatori di handicap.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il