BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Referendum sondaggi costituzionali ultimi ufficiali sondaggi fatti e sondaggi clandestini vietati appena giunti

Potrebbero essere bloccati, per la prima volta, i sondaggi clandestini sul voto costituzionale: il no in netto vantaggio secondo gli ultimi sondaggi ufficiali aggiornati




AGGIORNAMENTO: I sondaggi appena realizzati clandestini vietati sul referemdum costituzionale li trovate sotto nell'articolo aggiornato

‘Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?’: è questo il quesito referendario cui dovranno rispondere i cittadini italiani il prossimo 4 dicembre. Modifiche dell’attuale Costituzione, dunque, e votando sì la Costituzione sarà rivista, votando no, ovviamente non cambierà nulla rispetto a quanto attualmente previsto. Per la vittoria di questo referendum non è necessario raggiungere il quorum, per cui la legge costituzionale entrerà in vigore se i sì saranno maggioranza, mentre se i no saranno più del 50% sarà bocciata. Si tratta, dunque, di un referendum costituzionale che sarà considerato valido anche se saranno in pochi gli italiani che andranno a votare, anche se ci si attende una grande affluenza al voto.

Ma quali sono le preferenze ad oggi sulle intenzioni di voto dei cittadini? Stando agli ultimi sondaggi aggiornati, in attesa dei sondaggi costituzionali clandestini che, però, per la prima volta rischiano di essere bloccati, il no sarebbe nettamente in vantaggio sul sì, con il premier dunque avviato ad una sonora sconfitta. Secondo quanto riportato dai numeri, infatti, del sondaggio di Demos, ad oggi, il no sarebbe al 41% contro il 34% del sì. Si tratta di ben 7 punti percentuali di differenze che, secondo le previsioni, potrebbero ancora aumentare, considerando che si tratta di un gap cresciuto già di parecchio rispetto solo a qualche giorno fa quando il no era in vantaggio sul sì di 4 punti percentuali.

Si tratta, tuttavia, di dati ancora molto suscettibili di cambiamento, considerando che nella platea dei coinvolti manca la preferenza di quel 25% di indecisi, che potrebbe portare ad una netta rimonta del sì come alla vittoria definitiva del no, e che non considerati nemmeno i voti degli italiani all’estero, circa 4 milioni di elettori, di cui, secondo le stime, oltre un milione voterà e anche in tal caso potrebbe trattarsi di una importante platea di elettori, decisivi per l’esito finale. Tutto, dunque, potrebbe essere ancora in divenire, ma dai dati emersi ad oggi la maggioranza degli italiani sembra convinta del no. Per il premier, come detto, si tratterebbe di una bruciante sconfitta che se in Italia potrebbe portare gli scenari politici a mutare notevolmente, a livello europeo, secondo quanto riportato da alcuni analisi, potrebbe portare l’Italia anche ad uscire dalla stessa Unione europea. In particolare, In realtà, secondo quanto emerge dai sondaggi, se per Bloomberg un'eventuale sconfitta non avrà conseguenze nefaste per la tenuta del Paese, per il Financial Times, lo scenario sarà invece decisamente catastrofico. Per Münchau, condirettore del Financial Times ed esperto di Unione Europea, infatti, se il no dovesse vincere l'Italia potrebbe abbandoneranno la moneta unica.

Per il Wall Street Journal, invece, dopo la Brexit e la vittoria alle presidenziali americane di Trump, un esito negativo del referendum del prossimo 4 dicembre in Italia porterebbe a una caduta dei titoli bancari italiani e a un ulteriore indebolimento dell'euro e in tal caso, per lo stesso Paese, bisognerebbe pensare all’istituzione di un governo tecnico, che intimorirebbe meno gli investitori rispetto alla consacrazione di un eventuale Movimento 5 Stelle.

Per quanto riguarda i sondaggi clandestini aggiornati che, comunque, stanno arrivando dall'Interno del Pd, in una serie di rilevazioni interne, si viene a conoscere che il No è posizionato tra il 55%-60% anche se un altra rilevazione che dovrebbe arrivare in giornata sembrerebbe un poco più favorevole, ma lo vedremo e vi terremo aggiornati.
Dall'estero, sono state aggiornate aggiornate le quota delle società di scommesse e si arriva anche al 70% di probabilità di vittoria del No contro un 27-30% circa per il sì 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il