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Referendum sondaggi clandestini costituzionali per la prima volta potrebbe essere bloccati da autorità

Scattato il silenzio elettorale partono i sondaggi clandestini, ma sono sempre più i casi di bufale e accuse diffamatorie online




E’ scattato il silenzio elettorale in vista del voto del prossimo 4 dicembre sul referendum costituzionale, con gli ultimi sondaggi ufficiali che davano in testa di qualche punto percentuale, circa 5, il no. Ci si avvia verso la clamorosa sconfitta del premier Renzi? Se la tendenza delle preferenze di voto degli italiani dovesse continuare a rimanere quella registrata in questi ultimissimi giorni, allora sì. E’ stata infatti dirompente la crescita del fronte no soprattutto negli ultimi giorni, forse gli italiani non sono ancora molto convinti di voler cambiare l’attuale Costituzione, in tanti non ritengono che una modifica di tale portata debba essere fatta da un governo non eletto, e altrettanti forse sono spaventati da eventuali cambiamenti. In concomitanza con il vigore del silenzio elettorale, sono come sempre partiti i sondaggi clandestini, ormai una consuetudine. E’ vero, infatti, che scatta di il divieto di divulgazione dei sondaggi sulle intenzioni di voto dei cittadini, ma è anche vero che tra gli addetti ai lavori gli stessi sondaggi vengono portati avanti e divulgati e i risultati divulgati sotto false spoglie di corse di cavalli, andamento delle vendite di auto, riunioni di conclave.

I sondaggi clandestini ci sono sempre stati e sono sempre stati molto richiesti, ma dopo quanto accaduto negli Usa durante le ultime elezioni presidenziali, con la diffusione di notizie sempre più pesanti su uno e sull’altro candidato pur di convogliare voti sul rispettivo avversario, per la prima volta, potrebbero essere bloccati dall’autorità competente anche i sondaggi clandestini. Si tratta di una decisione che potrebbe essere presa anche per bloccare tutti quei siti che riportano bufale per attirare voti. Per conquistare voti, infatti, ma attraverso malesseri e sentimenti di polemiche e proteste, ormai da tempo, in vista di elezioni e referendum nascono siti appositi con l'intento di istigare più che portare ad un voto iuttosto che ad un altro. e' il caso, di cui si sta tanto parlando in questi ultimissimi giorni, di un sito che incita quasi all'odio razziale riportando lo slog 'Chi vota no al referendum è un razzista e si deve vergognare!', accanto all'immagine dell'ex ministro Kyenge.

Non è però questo un caso isolato, invenzioni, bufale e falsità che dovrebbero far guadagnare voti. In vista di questo referendum costituzionale del prossimo dicembre, altri problemi proprio sulla questione voti e sondaggi sono nati dall’attacco che la maggioranza ha rivolto contro il Movimento 5 Stelle, accusato di gettare fango sulla stessa maggioranza attraverso il web e la creazione di profili online social che commentano in negativo ogni misura proposta dal governo compreso il quesito referendario. La maggioranza stessa avrebbe richiesta ufficialmente l’avvio di una indagine online da parte della polizia postale proprio per cercare di capire come sta effettivamente la situazione.  

Dal Movimento 5 Stelle un'unica risposta: è una situazione ridicola. Mentre secondo la maggioranza il M5S avrebbe creato una struttura web con l'obiettivo di diffamare il governo con notizie false, il vice presidente della Camera Di Maio spiega che si tratta di 'stupidaggini', precisando che il M5S ha account ufficiali dei diversi social e che piuttosto che accusare il M5S la maggioranza dovrebbe aprire gli occhi e riflettere sui reali sentimenti dei cittadini che non diffamano ma semplicemente, ed evidentemente, esprimono malcontento su quanto lo stesso governo sta portando avanti. Chissà se questo accadrà in vista del voto del prossimo 4 dicembre e se i risultati della stessa consultazione popolare confermeranno le attuali preferenze degli italiani. Vincerà il sì o il no?

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il