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Pensioni ultime notizie emendamenti fino a venerdì Ape volontaria, quota 41, Ape Social con giudizio e voto da Ragioneria

Il testo unico dovrebbe arrivare in Aula venerdì e si attendono esiti sulle richieste di cambiamenti per le novità per le pensioni: prossime tappe, discussioni e cosa potrebbe cambiare




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:48): Tra mini pensioni onerose e non onerose, quota 41 e lavori faticosi sono tanti i cambiamenti che non hanno superato questo primo step delle votazioni nel Gruppo Bilancio prima del passaggio al voto generale dell'Assemblea. In ogni caso, secondo le ultime e ultimissime notizie la prima fase si concluderà già agli inizi della prossima settimana.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Si va verso il rush finale in sede di votazione delle tante proposte di cambiamento al progetto delle novità per le pensioni. Il testo che alla fine arriverà all'Assemblea generale risulterà però sfrondato di molte parti considerando che, come confermato dalle ultime e ultimissime notizie, tanti cambiamenti non hanno passato il turno.

Ci si appresta a votare gli emendamenti presentati al nuovo testo unico, che deve essere approvato entro la fine dell’anno, e la votazione dovrebbe avvenire oggi, anche se, stando alle ultime notizie, potrebbe anche slittare considerando che si attendono ancora emendamenti dall’esecutivo. Il presidente del Gruppo Bilancio ha auspicato votazioni entro domani al massimo, in modo da portare il testo in Aula entro venerdì 25 novembre, in ritardo, dunque, rispetto alla scadenza iniziale che aveva previsto l’arrivo del testo in Aula entro giovedì, per arrivare alla voto finale entro domenica 27. Intanto, c’è la possibilità che continuino ad essere presentati emendamenti alle misure del nuovo testo unico, novità per le pensioni comprese, da parte di esecutivo e relatori dei gruppi, o cambiamenti a quelli già presentati. E si attende ancora anche la bollinatura sui costi certi relativi alle novità, comprese le novità per le pensioni, presentate da parte della Ragioneria di Stato, esattamente come richiesto dal presidente del Gruppo Bilancio, anche se in casi di ritardi, quest’ultimo step della Ragioneria potrebbe essere anche saltato.

Finora sono circa 450 gli emendamenti dei partiti o di singoli esponenti che dovrebbero essere stralciati, il Tesoro blocca parecchie richieste di modifica, sempre a causa del problema di mancanza di soldi necessari, e anche i miglioramenti alle novità per le pensioni presentare dal Comitato ristretto per le pensioni, inerenti soltanto all’ape social, senza alcuna richiesta di cambiamento o miglioramento per novità per le pensioni per ape volontaria e quota 41 per tutti, potrebbero saltare. Si era detto che per gli emendamenti presentati dal Comitato ristretto si prospettasse possibilità di approvazione, ma non è ad oggi, come riportano le ultime e ultimissime notizie, così scontato. Dubbi, dunque, sulla richiesta di riduzione da 36 a 35 anni della contribuzione per l’accesso all’ape social di chi è impiegato in attività faticose, sulla richiesta di allargamento della lista delle professioni faticose e conseguente allineamento per ape social e quota 41.

E poi c’è la questione della novità per le pensioni del contributivo femminile: si discute ancora della possibilità di proroga del meccanismo che permetterebbe alle lavoratrici di anticipare la propria età di pensionamento ma stando alle ultime notizie le risorse economiche che ci si aspettavano sono decisamente inferiori alle previsioni, motivo per il quale il contributivo femminile potrebbe sì essere rinviato, ma, secondo le ultime e ultimissime notizie, lo sarebbe solo entro il 31 dicembre 2016 e non fino al 2018, come invece da mesi si chiede. Si attendono, però, ancora conferme in tal senso e forse questa discussione potrà protrarsi ancora per un po’.

Restano in discussione gli emendamenti, ben 100, presentati dai Dicaster:i: stando alle ultime notizie, tra gli emendamenti presentati, alcune importanti richieste riguarderebbero uno stanziamento di due miliardi di euro in più per contrastare l’indigenza, con 500 milioni l’anno per il 2017 e il 2018 e di 1 miliardo dal 2019, che, secondo le ultime notizie, potrebbe portare all’introduzione dell’assegno universale inizialmente solo per chi è rimasto senza occupazione per poi essere allargato a tutti, risorse economiche permettendo, ovviamente; lo stanziamento di 350 milioni per politiche sociali e le non autosufficienze; e ben 3.500 nuove assunzioni, con 2.500 solo alla Giustizia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il