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Referendum sondaggi costituzionali clandestini dopo il blocco: i primi sondaggi davvero vietati cavalli, corse ippica,vendite auto

I bookmakers britannici prevedono una decisa sconfitta del sì. Per Ladbrokes il no riuscirebbe perfino a sfondare il tetto del 70%.




Nella giornata in cui il Financial Times ha lanciato l'allarme sul rischio uscita dall'euro dell'Italia nel caso di vittoria del no al referendum costituzionale, cresce l'attenzione dei media stranieri per il risultato del voto. E considerando come non siano ancora disponibile i tradizionali sondaggi clandestini italiani, può essere interessante dare un'occhiata alle previsioni dei bookmakers, quelli britannici per l'esattezza, che prevedono una decisa sconfitta del sì. Anzi, secondo Ladbrokes, il no riuscirebbe perfino a sfondare il 70%. La cautela è sempre d'obbligo considerano che gli stessi bookmakers non avevano mai pronosticato, in alcun momento della campagna elettorale, la vittoria di Donald Trump su Hillary Cliton.

Con la riforma i parlamentari non hanno vincolo di mandato. La norma resisterebbe anche per i membri del nuovo Senato, che quindi non seguirebbe l'esempio del Bundesrat tedesco, dove i rappresentanti di un land, per legge, votano tutti allo stesso modo. Sarà il regolamento del nuovo Senato a stabilire se l'organizzazione in gruppi parlamentari debba seguire il principio dell'appartenenza partitica o della rappresentanza territoriale. La riforma ritocca l'articolo 55 richiedendo la parità di genere: "Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza". Norme simili sono previste anche per l'elezione dei consigli regionali.

La riforma introduce anche il dovere di partecipare alle sedute in aula e in commissione: l'obbligo per i parlamentari passerebbe quindi dai semplici regolamenti delle Camere al rilievo della Carta costituzionale. Nei fatti per la prima volta l'assenteismo diventerà incostituzionale. Sarà detto addio al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, fino al 2011 composto da 121membri, che poi sono stati dimezzati a 64 e oggi ridotti a 24, perché 40 si sono dimessi e non sono stati sostituiti. Questo referendum, nel caso di vittoria del sì, sancirà la cancellazione delle Province dalla Carta, ma gli enti di area vasta continueranno a sopravvivere almeno nel medio periodo.

Se il 4 dicembre le urne decreteranno una bocciatura della riforma costituzionale il Movimento 5 Stelle chiederà al presidente Mattarella di andare subito al voto. Luigi Di Maio ha confermato l'accelerazione nella richiesta del voto anticipato: "Se vincerà il no immagino che non ci sarà più il governo Renzi e che il presidente della Repubblica chiederà alle forze politiche cosa vogliano fare. Noi diremo che vogliamo andare alle elezioni il prima possibile.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il