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Decreto Fiscale 2016-2017 Governo Renzi: partita iva più costosa e tasse più complesse. Commercialisti pronti a sciopero

Nuove tasse e nuovi costi potrebbero gravare in maniera pesanti sui liberi professionisti: primo sciopero nazionale organizzato dai commercialisti




Avrebbe dovuto essere approvato oggi in Senato il nuovo decreto fiscale 2017 del governo Renzi ma dovrebbe slittare per ulteriori miglioramenti da apportare al provvedimento. Intanto, a causa delle novità riguardanti le partite Iva dal prossimo anno e di nuove tasse e adempimenti più complessi, che vanno a sostituire, per esempio, spesometro e studi di settore, che comporteranno ancora costi stimati maggiori da sostenere per i liberi professionisti, i commercialisti si preparano al primo sciopero nazionale della categoria. Particolarmente insoddisfatti delle misure inserite nel nuovo decreto fiscale, le associazioni nazionali Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unico, Unagraco e Ungdcec hanno deciso di organizzare a Roma una manifestazione nazionale il prossimo 14, occasione durante la qual verrà proclamato il primo sciopero nazionale dei commercialisti. Il motivo per cui sarà indetto questo sciopero è la protesta contro le nuove regole riportate dal decreto fiscale 2017 che penalizzano fortemente gli adempimenti degli stessi commercialisti e non rispondono alle numerose richieste di semplificazioni che sono state promesse a più riprese ma che ancora mancano.

Per quanto riguarda le novità inerenti liberi professionisti e titolari di Partite Iva, la proposta iniziale era quella di una deroga con la possibilità di continuare a godere del regime dei minimi forfettario anche superata la soglia stabilita dei 15mila euro di compensi, con possibilità di pagamento del’imposta sostitutiva al 27% solo sull’ammontare del reddito sopra la soglia limite. Ma si tratta di una proposta saltata ed è stato deciso che chi supererà la soglia dei 15mila euro passerà automaticamente nel regime di tassazione ordinaria. E si tratta di un primo aggravio per i liberi professionisti. Altre novità riguardano l’abolizione dello spesometro, che dal primo gennaio 2017 sarà sostituito dalla comunicazione trimestrale telematica delle fatture emesse e ricevute e dalla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva al posto della comunicazione dell'elenco clienti e fornitori; e l’abolizione degli studi di settore, che saranno sostituiti dagli indici di affidabilità fiscale.

Proprio per questa novità, a partire dal periodo d'imposta al 31 dicembre 2017, il Ministero delle Finanze dovrà definire gli indici sintetici di affidabilità fiscale cui sono collegati livelli di premialità per i contribuenti più affidabili, anche in termini di esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti. Stando alle ultime notizie, le partite Iva nel 2017 costeranno circa 480 euro in più nel 2017 e 720 euro in più nel 2018. Nel nuovo decreto non sono riportate le nuove tasse che graveranno sui contribuenti ma i nuovi adempimenti, in tutto otto, rappresenteranno un costo, per esempio dalla nuova liquidazione periodica dei dati Iva, alla comunicazione Iva trimestrale, che, secondo Confprofessioni Lazio, potrebbe arrivare a portare a 10 miliardi di euro in più nelle casse dello Stato tra il 2017 e il 2020, a discapito dei professionisti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il