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Previsioni Borse, obbligazioni, titoli di Stato spread Btp-Bund novembre-dicembre 2016: previsioni con inflazione e QE PLUS

Sono tante le variabili economiche e politiche in grado di influenzare le scelte su obbligazioni e titoli di Stato.




Da una parte ci sono i grandi avvenimenti politici che hanno un impatto su Borse, obbligazioni, titoli di Stato spread Btp-Bund anche in qeusti ultimi giorni di novembre e in vista di dicembre 2016. Dall'altra ci sonno le mosse delle grandi istituzioni economiche che hanno inevitabilmente conseguenze dirette. In linea di massima, l'Europa può rimbalzare più di Wall Street: sarà sostenuta da un euro più debole e dall'azione della Bce. Ma l'incertezza politica in vista di un fitto calendario elettorale pesa sulle scelte degli investitori. Dall'altra parte dell'oceano, il dollaro può rafforzarsi in attesa dell'aumento dei tassi Usa e la politica monetaria potrebbe essere più aggressiva nel 2017, in risposta a un aumento di pressioni inflazionistiche.

Da parte sua Mario Draghi sintetizza con un "non possiamo abbassare la guardia", la sfida dei prossimi mesi, ossia difendere il quantitative easing da chi guarda già oltre, che sia la Bundesbank o i mercati. A meno di tre settimane dal consiglio direttivo della Banca centrale europea dell'8 dicembre, da cui gli economisti si aspettano, a maggioranza, perlomeno un prolungamento del quantitative easing, l'acquisto di debito pubblico che procede a 80 miliardi al mese, dalla scadenza di marzo a giugno o settembre. Un fatto già praticamente scontato. Janet Yellen, presidente Fed, ha preannunciato un rialzo imminente. Con gli Stati Uniti di Donald Trump, un cambio di rotta della Fed verso tassi più alti metterebbe una forte pressione sulla Banca centrale europea di Draghi.

Draghi deve guidare le aspettative dei mercati verso un orientamento ancora accomodante: "Anche se ci sono molti segnali incoraggianti nell'Eurozona, la ripresa dipende ancora dal sostegno monetario" e ancora non si vede un "rafforzamento coerente" dell'inflazione, spiega. L'euro sembra dargli credito: sotto 1,06 dollari, sconta una divergenza fra la traiettoria Fed e quella Bce. Ma i tassi sono in rialzo, lo spread torna sopra 180, i Btp decennali viaggiano sopra il 2%. Il bund tedesco ha riguadagnato un rendimento dello 0,3%. Si scommette su una ripresa dell'inflazione su scala mondiale, e su una inversione della marea monetaria.

La Bundesbank aspetta Draghi al varco. Il presidente Jens Weidmann torna alla carica. Draghi rivendica invece il successo della ri-regolamentazione post-crisi delle banche, e dice che il problema delle banche non sono i bilanci ma la redditività e il modello di business. Un nervo scoperto per Deutsche Bank come per le italiane: il rapporto Bankitalia evidenzia il rallentamento dei crediti deteriorati, ma anche redditività in calo e rettifiche dei crediti. E nota l'esposizione a shock, con il referendum imminente che promette volatilità e turbolenze.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il