Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 ricerca inedita mostra necessità a livello scientifico

La conferma dell’importanza reale di novità per le pensioni arriva da una ricerca scientifica: cosa sostiene e cosa si dovrebbe fare

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:04 nel testo sottostante)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:03): Fino a quando la maggioranza intenderà tenere separate le novità per le pensioni da un concreto progetto di rilancio dell'occupazione? Sono le ricerche riferite dalle ultime e ultimissime notizie a dimostrare come questa politica non abbia portato grandi risultati e, anzi, ha accentuato gli squilibri sociali ed economici.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Continua a essere sottovalutata l'importanza delle novità per le pensioni come chiave per il rilancio dell'economia del Paese nel segno della produttività e della competitività. Adesso stanno arrivando ricerche dettagliate che confermano questo rapporto anche se sulla base delle ultime e ultimissime notizie non sembra che in Italia venga dato molto seguito.

Una ricerca scientifica lo conferma: per un concreto rilancio di occupazione ed economia è necessario realizzare novità per le pensioni che siano decisamente più importanti delle attuali mini pensioni e quota 41 che la maggioranza sta portando avanti. Si tratta di ultime notizie che confermano solo ciò che da mesi ormai si cerca di far capire, o meglio che un rilancio reale dell’Italia passa anche attraverso l’attuazione di novità per le pensioni. A metterlo nero su bianco è stato un report dell’ufficio studi della Federal Reserve, la banca centrale americana, che ha sottolineato come l’invecchiamento della popolazione nelle società avanzate porta la crescita economica a frenare in maniera vistosa, scoraggiando l’inflazione, gli investimenti, la produttività. Secondo le ultime notizie rese note dalla Federal Reserve, ‘i fattori demografici fin dal 1980 rappresentano un calo di 1,25 punti percentuali rispetto alla normale traiettoria di tassi d'interesse reali e crescita del prodotto interno lordo’, che, tradotto in termini pratici, significa che il peso degli anziani sulla società è particolarmente forte, tanto da rappresentare il motivo del rallentamento stessa della intera crescita di un Paese.

Se, però, si mettessero in atto quelle soluzioni capaci di invertire la tendenza più all’invecchiamento della popolazione che al ricambio generazionale a lavoro stesso, ecco che il ciclo economico potrebbe cambiare. Secondo alcuni dati resi noti poi da un gruppo di economisti di Morgan Stanley, chi è impegnato nella propria occupazione tende sempre a risparmiare, mentre una volta in pensione, forse anche per necessità, si tende invece a dare una spinta ai consumi, anche tra acuisti di farmaci, visite e cure mediche e permettere l’ingresso dei più giovani nel mondo occupazionale. Si tratta, però, di meccanismo che, come dimostrano le ultime notizie, si sono bloccati: molto dipende dall’età pensionabile che si è allungata per tutti, per cui si vive di più e si rimane a lavoro di più scoraggiando i consumi, sia da parte dei lavoratori che tendono al risparmio, sia da parte dei più giovani che fuori dal mondo occupazionale, non avendo uno stipendio, non hanno possibilità di spendere; molto altro dipende dalla mancanza di lavoro, situazione resa ancora più negativa dal fatto che i lavoratori già impiegati, seppur stanchi o in difficoltà a maturare gli attuali requisiti pensionistici richiesti, comunque non possono lasciare la propria attività e non si creano nuove opportunità per i giovani.

Si tratta, dunque, di chiare dimostrazioni dell’importanza che potrebbero avere importanti novità per le pensioni come novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41, capaci di dare avvio al meccanismo di ricambio generazionale a lavoro ma anche di risolvere gran parte di quei problemi che sono nati a seguito dell’entrata in vigore delle attuali regole pensionistiche, che in parecchi casi non hanno tenuto conto delle specificità di alcuni comprati lavoratori, adeguamento i pensionamenti di tutti e creando disagi ai quota 41 che sono entrati giovanissimi nel mondo lavorativo e a coloro che sono impiegati in attività faticose e pensanti per cui spesso risulta quasi impossibili maturare gli attuali requisiti previdenziali. Si tratta di situazioni che però non possono essere risolte dalle attuali novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 che sono ancora troppo limitate, che prevedono ancora troppe condizioni e che non valgono per tutti ma che, al contrario, come temono in tanti, potrebbero dare vita ad ulteriori differenze e squilibri sociali.

Ciò che, invece, servirebbe sarebbero novità per le pensioni condivise, innanzitutto, da tutti, che contemplino costi sostenibili, ma che siano in grado di avviare verso un percorso di ripresa economica e si tratta di una strada che si potrebbe intraprendere attraverso prepensionamenti e conseguente nuova spinta all’occupazione giovanile e quindi alla produttività e all’economia in generale. E per arrivare a questi obiettivi, come confermano le ultime notizie, le migliori novità per le pensioni sarebbero quelle di quota 100, da tanti considerata la soluzione pensionistica ideale per tutti, e di quota 41 per tutti, che sono state al momento ancora rimandate a causa dei costi che implicherebbero (circa 7 miliardi la quota 100 e tra i 4 e i 5 miliardi la quota 41 per tutti) e del budget decisamente ristretto al momento disponibile.  

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
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