A2A: sarà il nome della multiutility energetica prodotto delle fusione tra Asm Brescia e Aem Milano

A2A: è questo il nome scelto per la newco che nascerà dalla fusione tra Aem e Asm



A2A: è questo il nome scelto per la newco che nascerà dalla fusione tra Aem e Asm. La multitility creata attraverso l’incorporazione di Asm Brescia in Aem Milano avrà una capitalizzazione prossima ai 9 miliardi di euro e sede a Brescia. Si compie dunque l’ultimo atto della difficile operazione iniziata più di un anno fa con l’incontro tra i sindaci delle due città, Letizia Moratti e Paolo Corsini, che secondo gli analisti dovrebbe garantire alla nuova entità benefici pari a 80 milioni di euro, grazie alle sinergie derivanti dalla fusione. Stima definita tuttavia “prudente” dal numero uno di Aem Zuccoli.

L’operazione prevede un rapporto di concambio di 1,6 azioni Aem per ogni azione Asm. Agli azionisti di Asm verrà inoltre riconosciuto un dividendo straordinario pari a 0,11 euro per azione, che verrà corrisposto prima dell’efficacia della fusione. Preliminarmente alla deliberazione relativa al matrimonio con Asm, l’assemblea degli azionisti di Aem ha deciso riguardo ad un’altra fusione per incorporazione: quella con Amsa, l’azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di Milano, ritenuta “strategica” dal presidente Zuccoli.

Quest’ultimo ha rilevato che, anche se Aem non ha mai pensato di entrare nell’attività della raccolta dei rifiuti, “bisogna tener presente che Amsa utilizza i rifiuti per produrre energia elettrica. Ecco perché l’operazione è congruente con le strategie della società”. Le assemblee delle due società, che si sono tenute in mattinata, sono state chiamate ad approvare anche la governance del nuovo colosso elettrico per la quale si è stabilito il sistema dualistico, con un consiglio di sorveglianza e un consiglio di gestione. Il primo sarà composto da 15 membri con presidenza alternata. Il consiglio di gestione sarà invece composto da 8 membri, con a capo il presidente di Aem Giuliano Zuccoli. Quanto al piano industriale, sarà completato “nei tempi indicati”, cioè dopo la nomina dei nuovi amministratori, prevista per il prossimo gennaio.

Comunque, stando ai dati pro-forma relativi al 2006, A2A avrebbe avuto un fatturato di 9,485 miliardi di euro. Il margine operativo lordo sarebbe stato pari a 1,833 miliardi, con un utile netto di competenza di 535 milioni. I primi azionisti della maxi multiutility resteranno i due comuni di Milano e di Brescia, la cui quota sarà tuttavia destinata a scendere al 25% dall’iniziale 27,5%. L’operazione approvata oggi non rappresenta comunque un punto di arrivo, secondo le parole di Zuccoli, il quale vede nelle dimensioni raggiunte attraverso la fusione Aem-Asm un presupposto per “pensare a una grande operazione in Europa”. Grazie alle maggiori risorse a disposizione inoltre, Zuccoli è certo che si potrà puntare a “dare maggiore soddisfazione agli azionisti”, garantendo una crescita del dividendo anche superiore a quella finora promessa da Aem, compresa tra il 3% e il 5% annuo.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il