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Referendum sondaggi costituzionali chi vince sì e no aggiornati con sondaggi corse cavalli ippodromo e vendita auto

Il no ancora in testa: attesi sondaggi clandestini. Ma cosa accadrà in caso di vittoria del no al voto del prossimo 4 dicembre?




AGGIORNAMENTO: Sono arrivati anche i sondaggi clandestini delle corse dei cavalli e dell'ippica dove la vittoria sembra essere sempre la stessa e con il risultato analogo ovvero  il cavallo Assemblage Hétéroclite al 55% (vittoria del no) e Truie Blessee al 45% (vittoria del sì). Praticamente uguale o quasi a quello delle vendita dell'auto che arriva pur essendo un sondaggio clandestino e vietato da fonte di eleborazione differente

AGGIORNAMENTO: Dopo le rilevazioni interne, arrivano finalmente i veri sondaggi clandestini e vietati dai soliti siti web che già sono stati pratonisti in altri referendum ed elezioni. Oggi giovedì 24 Novembre sarà pubblicato quello sulla corsa dei cavalli di cui vi daremo subito aggiornamento, mentre è già uscito quello sulla vendita delle auto che vede, dopo averlo per così "tradotto", il No in vantaggio con 54% e il 46% invece per il Sì.

AGGIORNAMENTO: Se ieri c'era stato quello delle agenzie di scommesse, oggi mercoledì 23 Novembre 2016, si riparte con un sondaggio vietato che si può dire clandestino dopo il blocco dei sondaggi ufficia.i Questo è un sondaggio aggiornato ad oggi e arriva direttamente dall'interno del Pd sul refrfendum costiuzionale e se vince il sì o il no.

In vista del prossimo appuntamento del referendum costituzionale che chiamerà al voto i cittadini italiani il prossimo 4 dicembre, all’indomani del blocco della diffusione delle notizie relative ai sondaggi ufficiali, nell'attesa dei risultati dei sondaggi clandestini, che secondo alcuni rischiano il blocco, ma che iniziano già a circolare negli ambienti degli addetti ai lavori, stando a quanto circola ad oggi, anche all'interno dello stesso Pd, il no si attesterebbe su una percentuale del 55-60%, numeri che lasciano chiaramente intendere una quasi certa vittoria del no, tanto che lo stesso Comitato del no, proprio in queste ultime ore, ha fatto sapere che se al prossimo referendum costituzionale dovesse vincere il sì si prepara già a presentare ricorso. Ciò che ci si chiede è quali conseguenze e cambiamenti eventuali degli attuali scenari politici potrebbero verificarsi?

Mesi fa lo stesso premier Renzi aveva dichiarato ch in caso di sconfitta al voto di dicembre si sarebbe dimesso e avrebbe lasciato la scena politica, dichiarazioni su cui, però ha fatto dietrofront solo qualche settimana fa, dicendo che rimarrà al suo posto e nulla cambierà. Ma le ultime notizie sono ancora piuttosto contraddittoria: sembrerebbe, infatti, che in caso di sconfitta al referendum, Renzi potrebbe effettivamente lasciare la guida della maggioranza. Ma, ovviamente, nulla è certo.

E difficilmente, come già detto qualche tempo fa, il presidente della Repubblica permetterebbe che vengano anticipate le urne. Si parla, dunque, di una possibile costituzione di un governo tecnico con il compito di traghettare il Paese verso le prossime elezioni del 2018. E chi potrà essere il successore del premier alla guida del governo? Fermo restando che anche nel caso in cui non sarà più premier, Renzi manterrà comunque il ruolo di segretario della maggioranza, all’interno della stessa maggioranza, e con la tessa minoranza del Pd, sarebbero in corso grandi cambiamenti, o quanto meno intenzioni di cambiamenti.  C’è, infatti, chi pur avendo dichiarato di votare no al referendum di dicembre ritiene che Renzi debba mantenere il suo posto; chi, al contrario, ritiene che in caso di sconfitta bisognerebbe andare subito al voto; chi, ancora, aspetta le dimissioni del premier nel caso di una netta sconfitta.

E tra i nomi di una possibile successione del premier alla guida della maggioranza circolano già, ma non è una novità, quello di Piercarlo Padoan, ministro dell'Economia, quello del presidente del Senato, Piero Grasso, che sarebbe il ‘preferito’ da Mattarella nel caso di costituzione di un governo tecnico o di transizione, e quello dell’attuale ministro della Cultura, Dario Franceschini. Tutto, però, è avvolto ancora nel chiaroscuro: se al referendum di dicembre il premier dovesse vincere, allora andrà avanti per la sua strada forse ancor più ‘solo’ di quanto non abbia fatto fino ad ora, forte del fatto che le sue scelte si sono rivelate, alla fine, vincenti; se dovesse, però, vincere il no per poco, probabilmente continuerà a mantenere il suo ruolo alla guida della maggioranza ancora per un po’; ma in caso di una grande sconfitta, con una vittoria a dismisura del no, ciò che ci si aspetta sono immediate dimissioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il