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Pensioni ultime notizie opzione donna cosa rimane ancora decidere per diventare emendamento approvato ufficiale

Tra le ipotesi di miglioramento sulle novità per le pensioni che hanno maggiori possibilità di ottenere il via libera c'è quello sull'opzione donna.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:15): Tutto dipenderà alla fine dall'impegno economico che sarà richiesto allo Stato. E non è affatto così scontato che i conti sulla proroga della sperimentazione dell'opzione donna torneranno alla perfezione. Ma per ora le ultime e ultimissime notizie invitano ad avere fiducia perché i primi passi concreti sulle novità per le pensioni sono già stati fatti. Mancano, dunque, la chiusura dei conti, ma sembra che i primi orientamenti siano buoni o, comuque, ci sia volontà forte di raggiungerli.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:40): C'è fiducia sulle possibilità di rinnovo della proroga della sperimentazione dell'opzione donna. Il cambiamento proposto dovrebbe vedere la luce, se non altro perché ha trovato l'appoggio dei piani alti della maggioranza. Ma come insegnano le ultime e ultimissime notizie, non bisogna esserne affatto sicuri perché sorprese in negativo sono sempre possibili.

Tra le principali ipotesi di miglioramento del progetto delle novità per le pensioni che sembra destinato a ricevere il via libera c'è la proroga dell'opzione donna. Stando infatti ai risultati del monitoraggio dell'Istituto nazionale della previdenza sociale ovvero dei risparmi necessari per il rinnovo della sperimentazione lo Stato ha speso 102 milioni di euro ovvero nelle casse statali sono rimasti 58 milioni di euro dei 160 stanziati con la manovra dello scorso anno. L'idea è adesso di estendere dal 31 dicembre 2015 al 31 luglio del 2016, così da permettere l'assorbimento delle lavoratici nate nell'ultimo trimestre del 1958. In base alle ultime norme approvate, sono infatti rimaste fuori per via dell'aumento della speranza di vita.

Non è ancora arrivato il via libera in sede di Gruppo interno Bilancio, ma sembra che la stessa maggioranza sia convinta della sua indispensabilità. Con l'opzione donna viene permesso alle lavoratrici di ritirarsi qualche anno prima rispetto ai requisiti in vigore, rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il contributivo. Il congedo sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le autonome. In sospeso c'è anche la proposta di ridurre da 36 a 35 gli anni di contribuzione per accedere alle mini pensioni non onerose da parte dei lavoratori che svolgono attività prevalentemente faticose.

Un secondo cambiamento coinvolge il cumulo gratis dei contributi versati in più casse previdenziali, di cui è stata chiesa la gratuità anche per le lavoratrici autonome, sempre nell'ambito dell'opzione donna. Di interessante c'è invece il semaforo verde l'allungamento dell'elenco dei lavoratori che possono fruire delle mini pensioni non onerose ovvero quelle a carico dello Stato. Sono adesso presenti gli insegnanti della scuola dell'infanzia e gli educatori degli asili nido. I requisiti minimi sono sempre gli stessi ovvero la maturazione di 36 anni di contributi e 63 anni di età oppure 41 anni di contributi senza tenere conto dell'età anagrafica, se hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro prima dei 19 anni.

Come previsto, è arrivato il via libera anche ai 150 milioni di euro che andranno a finanziare il fondo per il contrasto all'indigenza, uno dei cavalli di battaglia del dicastero dell'Occupazione. Siccome quella delle mini pensioni non è altro che una sperimentazione, un cambiamento ha fissato la data (10 settembre) entro la quale la maggioranza deve preparare e inviare una relazione con i risultati dettagliati su quanto è successo in termini di accoglimento tra i lavoratori e spesa per lo Stato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il