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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 Cominardi, Tripiedi, Marzano

Le ultime posizioni e affermazioni di Cominardi, Tripiedi, Marzano su ultime novità per le pensioni e miglioramenti presentati per nuovo testo unico




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:01): Si continua a registrare una certa delusione tra chi ha proposto cambiamenti al progetto delle novità per le pensioni. La maggiore parte dei miglioramenti è stato stoppato e anche quelli di cui veniva dato per scontato il via libera non hanno superato lo scoglio del Gruppo Bilancio. Adesso la partita, come da ultime e ultimissime notizie, si sposta nell'Assemblea generale.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:05): Sono gli stessi proponenti dei cambiamenti al progetto delle novità per le pensioni presentato dalla maggioranza a essere rimasti a bocca asciutta. Tante ipotesi di miglioramento, rispetto a mini pensioni, quota 41 e lavori faticosi, sono rimasti fermi sulla carta perché, come riportato dalle ultime e ultimissime notizie, sono stati bloccati o congelati per assenza di budget.

Sono pochi i miglioramenti che finora sono stati approvati alle misure del nuovo testo unico, comprese le novità per le pensioni, molti quelli bocciati e alcuni rimasti ancora in sospeso, in attesa del termine delle votazioni in Gruppo Bilancio per poi approdare in Aula. Molti dei miglioramenti respinti sono stati presentati da esponenti del Movimento 5 stelle che, come ormai ben noto, rilanciano da sempre sulla novità per le pensioni di quota 41 per tutti e tra le ultime notizie anche su una revisione del meccanismo dell’aspettativa di vita in riferimento agli stessi quota 41 che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale. Nulla di fatto, però, come riportano le ultime e ultimissime notizie, per i miglioramenti presentati da Claudio Cominardi, insieme all’onorevole Tripiedi, per novità per le pensioni per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimo con almeno 40 anni di contributi maturati. Cominardi,come riportano le ultime notizie sulle sue recenti affermazioni, ha spiegato che si sarebbe trattato di un cambiamento importante soprattutto per tutti coloro che non solo hanno iniziato a lavorare prestissimo, e che finalmente potrebbero godere del meritato riposo, ma anche che hanno anche la responsabilità di figli senza occupazione, condizione che sempre più spesso si verifica nelle famiglie italiane a causa di mancanza di occupazione.  

Dal canto suo, lo stesso Davide Tripiedi, che continua a criticare fortemente le novità per le pensioni di mini pensione con piano di rimborso 20ennale, ribadisce ancora una volta l’urgenza e la necessità di introdurre novità per le pensioni specifiche, innanzitutto partendo dalla consapevolezza delle diverse attività esistenti in modo da definire criteri di pensionamento, di età e contributivi, diversi. Ma in Gruppo Bilancio sono state respinte le richieste di ulteriore allargamento di occupazioni da considerare faticose, così come anche di novità per le pensioni di quota 41 e di revisione del meccanismo della speranza di vita, nonostante le ultime notizie Istat abbiano confermato che le aspettative di vita più che salire, si stanno abbassando. Se, infatti, le nuove norme pensionistiche si basano sul principio del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita, per cui vivendo più a lungo si può anche lavorare di più, venendo meno l’aumento della speranza di vita, dovrebbe anche bloccarsi l’aumento dell’età pensionabile, i cui scatti sono previsti ogni due anni.

Nulla di fatto nemmeno per i miglioramenti relativi alle novità per le pensioni dei lavoratori della scuola, con grande rammarico di Michela Marzano, che ha ribadito come il nulla di fatto sulla questione dipenda, fondamentalmente, da una scarsa volontà politica più che da altre motivazioni addotte, come gli stessi problemi di scarsa disponibilità di soldi. Se si guardasse alla situazione attuale della scuola con un po’ più di consapevolezza, secondo la Marzano, ci si renderebbe conto che il nostro Paese ha il corpo docente più anziano d’Europa ed è chiaro come si tratti di un quadro che merita di essere cambiato, sia per svecchiare il comparto dell’istruzione sia per garantire nuovi posti occupazionali agli insegnanti più giovani.

Più volte, come confermano le ultime notizie, si è cercato di porre fine alla questione dei lavoratori della scuola, decisamente dimenticati dalle attuali norme pensionistiche sin dal momento in cui sono state definite, ma evidentemente la strada è ancora molto lunga e, di certo, se, come riportano le ultime notizie, molto dovesse effettivamente dipendere da una scarsa volontà politica, probabilmente ancora per molto la stessa situazione sarà portata avanti, probabilmente fino al suo naturale termine in riferimento al pensionamento di tutti coloro che si preparavano ad andare in pensione ma sono rimasti, diciamo, ‘in bilico’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il