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Le ultime posizioni di Guerini, Grasso, Padoan su novità per le pensioni e possibili cambiamenti politici all’indomani degli esiti della consultazione pubblica




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:45): Anche queste ore sono caratterizzate da un aspro confronto tra posizioni differenti sulla consultazione referendaria di dicembre. Evidentemente, come fatto notare dalle ultime e ultimissime notizie, in palio non c'è solo la modifica della costituzione, ma anche le prospettive di riforme, compresa quella delle novità per le pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:05): Stiamo attraversando una fase di transizione in vista dell'appuntamento del voto del 4 dicembre. Anche per le novità per le pensioni, nel breve e nel lungo periodo, è proprio quello il momento in cui le prospettive diventano chiare. E le affermazioni che arrivano dalle ultime e ultimissime notizie, sebbene con sfumature differenti, confermano questo quadro.

L'esito della consultazione pubblica del prossimo 4 dicembre fondamentale per capire come andrà avanti l'Italia da un punto di vista politico, con tutte ele eventuali conseguenze che si registrerebbero su ogni argomento in discussione anche attualmente, novità per le pensioni comprese: le ultime notizie riportano chiaramente le affermazioni del vicesegretario della maggioranza, Lorenzo Guerini, che ha dichiarato che in caso di vittoria del no al voto del 4 dicembre, si lavorerà per modificare la legge elettorale e probabilmente si andrà al voto anticipato, Colle permettendo, o meglio, volendo. e si tratta di una possibilità cui però il presidente della Repubblica non sembra voler aprire: per lui infatti le elezioni non dovrebbero essere anticipate, perchè si minerebbe ancor di più la stabilità di un'Italia che è già piuttosto precaria.

Preferibile, invece, sarebbe costituire una governo tecnico. E probabilmente, come riportano le ultime notizie da qualche giorno, non è escluso che lo stesso presidente possa chiedere al premier di rimanere al suo posto, anche se, viste alla luce delle ultime notizie sulle preferenze degli italiani e di una vittoria del no, lo stesso premier preferirebbe lasciare la sua carica, mantenendo solo quella di segretario della maggioranza, potendo prepararsi meglio alle prossime elezioni, 'lontano' dai cittadini, che al momento sono già fin troppo delusi dal suo operato.

Quale scenario politico potrebbe, dunque, prospettarsi nel caso di ritiro del premier e costituzione del governo tecnico? E quali potrebbero essere le conseguenze per le novità per le pensioni? Stando alle ultime notizie, tra gli scenari politici che potrebbero definirsi in caso di vittoria del no alla consultazione pubblica di dicembre, ci sarebbe quello di un governo tecnico guidato dall’attuale presidente di Palazzo Madama, Piero Grasso, che, come confermano le ultime notizie, potrebbe avere effetti positivi per le novità per le pensioni, lui da sempre convinto della necessità di dover rivedere le attuali pensionistiche con novità per le pensioni capaci soprattutto di rilanciare l’occupazione giovanile, e quindi andando oltre le attuali novità per le pensioni come ape social, ape volontaria, quota 41, ancora ristretta e limitata. E rimettendovi mano, rendendole più importanti per tutti.

Accanto all’opzione Grasso, le ultime notizie prospettano un altro scenario che potrebbe essere quello di un governo tecnico guidato dall’attuale ministro dell’Economa Padoan e in questo caso non si aprirebbe alcuno scenario positivo di novità per le pensioni considerando che, non solo le ultime notizie, ma anche quelle più vecchie, confermano la contrarietà del ministro Padoan all’attuazione di novità per le pensioni. Anche se, alla luce delle ultime notizie emerse all’indomani di un confronto televisivo con il leader della Lega, sembrerebbe che nonostante la guida del Tesoro, lo stesso Padoan non abbia effettiva consapevolezza dalla situazione economica reale della vita quotidiana dei cittadini italiani. Non ha saputo infatti dire quanto costasse un litro di latte, né la benzina, mancanze che sono state definite paradossali da parte di chi si occupa proprio della gestione economica del nostro Paese. E la domanda che ci si continua a porre è come è possibile che chi non conosce la base delle spese degli italiani possa mettere a punto un piano di crescita economica del Paese che sia poi soddisfacente e fattibile?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il