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Inps rende noto il primo bilancio: quante sono le pensioni pagate, quala è la media?

Le pensioni in pagamento al primo gennaio 2007 sono la principale attività dell'Inps, che eroga oltre 18 milioni di pensioni


Le pensioni in pagamento al primo gennaio 2007 sono la principale attività dell'Inps, che eroga oltre 18 milioni di pensioni. I pensionati rappresentano il 24% della popolazione: per il 54,45 sono donne, per il 45,6% uomini, ma con forti differenze di genere per cui l'importo medio delle pensioni erogate alle donne è inferiore a quella degli uomini - un importo medio mensile, nel 2006, di 520 euro contro 980. C'è il capitolo del lavoro nero: nel 2006 la lotta all'evasione in agricoltura ha portato all'annullamento di oltre 127 mila rapporti di lavoro posti in essere da aziende "fantasma". Sono alcuni dei dati che emergono dal primo Bilancio sociale presentato oggi dall'Inps, "Inps rende conto ai cittadini", presso il parlamentino Cnel e con l'intervento, per l'occasione, del ministro per le Riforme e le Innovazioni nella PA Luigi Nicolais e del ministro del Lavoro Cesare Damiano.

Quale dunque il contesto di riferimento? L'Inps amministra le posizioni assicurative di circa 19 milioni di soggetti: 12.800.000 lavoratori dipendenti, 1.800.000 esercenti attività commerciali, 2.000.000 di artigiani, 600.000 lavoratori agricoli, 1.800.000 lavoratori parasubordinati, pari all'83% della popolazione occupata e al 32% della popolazione italiana. Provvede a erogare oltre 18 milioni di pensioni per una spesa complessiva annua nel 2006 di circa 160 milioni di euro, cui si aggiungono circa 25 milioni per prestazioni temporanee come disoccupazione, cassa integrazione, indennità di mobilità o malattia. Sono iscritte all'Inps oltre 1.700.000 aziende che diventano più di 2 milioni considerando anche le aziende agricole. Il flusso finanziario annuale è di oltre 400.000 milioni di euro fra entrate e uscite. Le pensioni in pagamento al primo gennaio 2007 rappresentano la principale attività Inps con l'erogazione di circa una pensione Inps ogni tre cittadini: i pensionati rappresentano dunque il 24% della popolazione. Il 54,4% dei pensionati sono donne, il 45,6% uomini, l'importo medio annuo è di 8.787 euro (13 mensilità). Il 19% delle pensioni, rileva il Bilancio Inps, è integrato al trattamento minimo, che nel 2006 è di 436,14 euro. Per quanto riguarda invece la distribuzione dei pensionati, il 51% risiede a Nord, il 19% al Centro e il 30% nel Sud e nelle Isole.

I lavoratori assicurati presso l'Inps mostrano negli ultimi cinque anni un andamento nel complesso crescente. In tema di indennità di disoccupazione, il numero complessivo dei beneficiari è aumentato fra il 2002 e il 2006 con un incremento annuo variabile fra il 15,7% (2002 e 2003) e il 20% (dal 2004 al 2006). Le regioni che ne hanno fatto maggiormente ricorso sono Campania, Lombardia e Veneto. Per quanto riguarda invece la disoccupazione agricola, i beneficiari sono concentrati in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che insieme coprono circa il 78% del totale nazionale.

Il Bilancio sociale si sofferma inoltre sul lavoro nero: nel 2006 - rileva il documento - un'azione "mirata" ha prodotto "un aumento della percentuale delle aziende irregolari sulle ispezioni dal 78% all'80% con un incremento del 2%", la crescita del 2,1% dei lavoratori che sono stati trovati irregolari nonostante la riduzione sia delle aziende visitate sia di quelle riscontrate come irregolari, e l'aumento del 7% nell'accertamento della contribuzione evasa. Nel 2006, inoltre, sono stati 110.617 gli accertamenti ispettivi effettuati. Gli incassi da recupero crediti sono passati da poco più di 2 miliardi di euro nel 2003 a 3,73 nel 2006 per un totale di 11,76 miliardi nel periodo 2003-2006. E sono stati 127.388 i rapporti di lavoro annullati in agricoltura perché posti in essere da aziende "fantasma".

"Le differenze a sfavore delle donne sono rilevanti in tutte le categorie di lavoro": è quanto rileva il Bilancio di genere presente nel volume. Il bilancio Inps 2005 evidenzia come, nel corso dell'anno, i lavoratori iscritti abbiano versato contributi per circa 117 milioni di euro, l'84% versati da lavoratori dipendenti e il 15% circa da lavoratori autonomi. Ci sono dunque oltre 19 milioni di lavoratori, di cui il 70% svolge attività in maniera subordinata e il restante 30% è autonomo o parasubordinato. Le differenze a sfavore delle donne sono rilevanti: "Tra i lavoratori dipendenti, ad esempio, le donne - si legge nel Bilancio di genere - rappresentano meno del 40% del totale e percepiscono una retribuzione considerevolmente inferiore a quella degli uomini: 14.300 euro contro 21.000 euro annui". La qualifica impiegatizia è l'unica che registra una prevalenza femminile mentre, salendo nella scala professionale fino alla dirigenza, il numero delle donne si riduce drasticamente e non supera il 10,7% del totale dei dirigenti. Anche le retribuzioni delle donne sono inferiori, in media del 30%, mentre fra operai e impiegati il divario raggiunge quasi il 40%.

L'innovazione tecnologica messa in atto dall'Inps è sottolineata nel Bilancio sociale. "Credo che oggi lo Stato deve cambiare - ha detto Nicolais - Abbiamo avviato una serie di azioni per aumentare la trasparenza nella Pubblica Amministrazione. L'uso del sistema informatico deve determinare un'innovazione radicale. Il Bilancio Sociale - ha aggiunto - è un modo per trasferire a tutti quello che si è fatto. Abbiamo bisogno di spingere molto forte verso un Bilancio di genere. Ritengo che il Bilancio sociale non debba essere qualcosa di straordinario ma deve diventare un modo ordinario di comunicare". Alla presentazione è intervenuto il ministro del Lavoro Cesare Damiano. "L'Inps l'anno scorso ha cancellato 127 mila rapporti di lavoro fittizi - ha detto - Portare alla luce il lavoro nero vuol dire far del bene all'Italia".




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Autore: Marcello Tansini
Fonte: http://www.helpconsumatori.it
pubblicato il 24/10/2007 alle ore 19:08