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Rinnovo statali, aumento stipendio, sblocco stipendi pubblico, forze ordine, polizia, militari: riunioni, trattative aggiornamenti

Le forze sociali vogliono che nell'accordo sullo sblocco degli stipendi degli statali rientri il comparto della scuola.




AGGIORNAMENTO: Ad oltranza, quindi i contatti ci saranno anche oggi domenica 27 novembre per sbloccare i contratti e aumentare gli stipendi, mentre i metalmeccanici sono riusciti a chiuedere il loro contratto a 92 euro. Sarà questa la cifra di chiusura anche per il rinnovo dei contratti degli statali?

AGGIORNAMENTO: Continuano ad oltranza le trattative  e le riunioni tra il Governo Renzi e le forze sociali per cercare di riuscire a concludere l'aumento degli stipendi e finalmente lo sblocco dei contratti per poi inserirlo nell'attuale iter. Le stesse forze sociali secondo le ultime notizie e novità ad oggi sabato 26 novembre paiono divise se accettare o meno. Chi non è d'accordo vuole un aumento degli stipendi più alti, l'apertura ufficiale alla revisione dell regole attuali e inserire nello sblocco contratti e aumento stipendi anche i docenti della scuola.

Al via ufficialmente la trattativa tra maggioranza e forze sociali sul rinnovo del contratto degli statali. Si cerca un accordo politico dopo sette anni di blocco prima di entrare nei dettagli tecnici. Se le intenzioni sono quelle di raggiungere l'intesa, nel merito le forze sociali invocano uno scatto non inferiore a 85 euro mentre dal Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è stata proposta la stessa cifra ma come rialzo medio e non di base. C'è dunque ancora molto da lavorare in una partita che include anche le forze dell'ordine e i militari, anche alle prese con le questioni della riorganizzazione e delle nuove assunzioni.

Di più: le forze sociali vogliono che nell'accordo sullo sblocco degli stipendi degli statali rientri il comparto della scuola. Il faccia a faccia va quindi al di là del budget da 1,9 miliardi di euro stanziati con la manovra per l'intero comparto della pubblica amministrazione, ma coinvolge i contenuti, le modalità di ripartizione della somma, il superamento della legge Brunetta, senza dimenticare la questione aperta della stabilizzazione dei precari. Il negoziato, come sottolineato dai rappresentanti del dicastero della Funzione Pubblica, andrà avanti a oltranza con l'obiettivo di firmare il patto a stretto giro, se non già nella giornata di domani. In ogni caso, le intenzioni di Palazzo Chigi sono di chiudere la partita prima del 4 dicembre, giorno del referendum.

A completamento delle trattative sul rinnovo del contratto degli statali è arrivato il via libera dal Consiglio dei ministri a cinque decreti sulla pubblica amministrazione italiana, tra cui spicca la riforma della dirigenza. "Dirigenza, servizi pubblici locali, autorizzazioni, camere di commercio, ricerca", rilancia via Twitter la ministra per la Funzione Pubblica, Marianna Madia, sottolineando che "continua l'attuazione" della riforma. Dopo i licenziamenti lampo per furbetti e il taglio delle partecipate, restano ormai poco altri decreti, in calendario per febbraio. Di certo il riordino della dirigenza è uno dei pilastri: le novità riguardano gli incarichi a tempo e la creazione di un mercato unico della dirigenza.

Vengono poi previste tre commissioni, con il rafforzamento della Scuola dell'amministrazione. Rispetto al testo uscito dal Consiglio dei ministri di luglio, l'ultima versione risulta cambiata, non tanto nella sostanza quanto nei tempi, anche in risposta alle richieste arrivate dal parlamento. Il ruolo unico diventerà operativo solo dopo 18 mesi e altri sei mesi sono previsti per l'attivazione delle commissioni, che cambiano composizione. Il resto entrerà in vigore dal primo marzo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il