Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 gli italiani contenti e felici risultano dalle statistiche

Gli italiani tornano ad essere felici: sentimento reale o abitudine? Ancora necessità di novità pensioni per rilancio occupazione e riposo dei più anziani

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30):   Dopo ben 5 anni secondo le recenti statistiche nelle ultime notizie e ultimissime gli italiani ritornano ad essere contenti delle proprie condizioni di vita e con un certo ottimismo per il futuro. Appare paradossale come dato dopo le tante lamentele che sempre si leggono sulle novità per le pensioni e i tanti argomenti importanti come le imposte, la corruzione, la sanità, la mancanza di occupazione, le remunerazioni basse. Ma c'è una spiegazione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30):  Hanno fatto un certo scalpore le statistiche secondo le quali gli italiani dopo anni sono soddisfatti di come vivono, delle propri condizioni di vita dati che contrastano chiamente con la ricerca di occupazione , novità per le pensioni e imposte elevate centrali nelle ultime notizie e ultimissime. Ma una spiegazione può esserci.

Migliorano, per la prima volta dal 2011, le condizioni di vita degli italiani che tornano ad essere felici e i più giovani soddisfatti: sono queste le ultime notizie rese note sui sentimenti dei cittadini del Belpaese, tra cui sembra essersi registrato un miglioramento generale, dalla famiglia alla situazione economica. Dalle ultime notizie statistiche emergerebbe, dunque, un po’ più di fiducia nel futuro anche se le preoccupazioni persistono. Chi esprime maggiore ‘felicità’ sono i ragazzi di 14 anni: si dice soddisfatto il 41% dei ragazzi rispetto al 35,1% del 2015; tra i 14 e i 19 anni si dicono ‘altamente soddisfatti’ il 54,1% degli intervistati; percentuali che si abbassano notevolmente nella fascia di età compresa tra i 35 e i 44 anni e tra i 65 e i 74. Inoltre, sempre le ultime notizie, riportano che il 78,1% delle persone nutre ancora molte preoccupazioni e solo il 19,7% si dice più fiducioso. Sembra dunque che fiducia e ottimismo siano tornati tra i sentimenti dei cittadini italiani, anche se è ancora molto lunga la strada da compiere per tornare a dirsi davvero soddisfatti e felici delle condizioni di vita, inoltre, analizzando nel dettagli i dati in base alle occupazioni svolte, tra gli intervistati, lavoratori, si sono detti soddisfatti soprattutto coloro che rivestono ruoli dirigenziali e manageriali, liberi professionisti, imprenditori e impiegati, mentre molto insoddisfatti sono casalinghe e coloro in cerca di occupazione che non riescono a trovare un impiego.

Le ultime notizie delle statistiche su un ritrovato, seppur flebile, ottimismo, potrebbero essere in realtà false: secondo alcuni esperti, infatti, il sentimento di nuova felicità espresso dagli italiani in realtà non sarebbe felicità vera e propria quanto piuttosto abitudine e ‘assuefazione’ a vivere in condizioni di vita tanto negative dove anche un minimo miglioramento viene avvertito come segnale di fiducia. E a dimostrazione di questa tesi ci sono dati oggetti, quelli che per esempio riportano che dall’anno scorso ad ora sono raddoppiati i poveri, la disoccupazione giovanile è tornata a livelli record, e anche l'alfabetizzazione è notevolmente calata. A questi dati si affiancano anche le ultime notizie relative sull'andamento del Pil italiano. come potrebbe essere, dunque, possibile che in una tale situazione generale gli italiani siano di nuovo felici? Perchè non è vera felicità, secondo alcuni esperti, ma, come detto, abitudine a vivere nell'incertezza, condizione che non è più nuova come qualche tempo fa e che quindi non spaventa più come prima.

E infatti, come anticipato, le ultime notizie sull’andamento dell’occupazione in Italia, soprattutto giovanile, continuano ad essere decisamente negative, con assunzioni a tempo indeterminato in continuo calo e un aumento costante e  sproporzionato dell’uso di voucher, del valore di appena 10 euro, per pagamenti di prestazioni lavorative accessorie, che, ovviamente, tendono a favorire la precarietà lavorativa, che non prevedono alcuna tutela per i giovani e non permettono loro di iniziare a costruirsi un futuro pensionistico. Stando alle ultime notizie, il numero di coloro che sono stati retribuiti con voucher durante l'anno, almeno una volta, è passato da 24.437 del 2008 a 1.392.906 del 2015 e quasi un quarto dei 114,9 milioni di voucher venduti nel 2015 non è stato riscosso.

E non si arrestano le ultime notizie sulle tragedie che accadono sui posti di lavoro, basti pensare che dall’inizio di quest’anno e fino a fine aprile sono state 271 le morti bianche sul lavoro, diversi gli incidenti che hanno creato anche gravi problemi di invalidità ai lavoratori stessi, e non pochi suicidi, risultati di una situazione occupazionale che sta diventando sempre più pesante anche a causa delle attuali norme pensionistiche che avendo allungato l’età pensionabile per tutti costringe i lavoratori già impiegati a rimanere a lavoro sempre più a lungo, senza considerare che vi sono determinate categorie di lavoratori, come gli impiegati in occupazioni faticose, per cui risulta davvero difficile riuscire a maturare gli attuali requisiti pensionistici. E così si sentono notizie come quelle di un muratore di 65 anni della provincia di Lecce caduto da un ponteggio del cantiere di 6 metri; quello di un operaio edile di 63 anni caduto da un’impalcatura da 8 metri; come quello di un operaio edile di 66 anni di Carini, sempre caduto da un ponteggio, tutti morti sul colpo.

Si tratta di situazioni che meriterebbero di essere cambiate e risolte e la soluzione potrebbero essere quelle novità per le pensioni, ma importanti, come novità per le pensioni di quota 100 o quota 41 per tutti, e non quelle novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 limitate e ristrette che la maggioranza sta attualmente portando avanti, che contribuirebbero a rilanciare l’occupazione giovanile attraverso il meccanismo di ricambio generazionale che, allo stesso tempo, permetterebbe ai lavoratori più anziani di collocarsi a riposo prima del raggiungimento degli attuali (rigidi) requisiti pensionistici richiesti, sostenendo così i più giovani da una parte, che troverebbero lavoro, i più anziani dall’altra, che finalmente potrebbero lasciare la propria occupazione godendo dei proventi di una vita di impegno e sacrifici, e allo stesso tempo consumi ed economia in generale, spinti dalla produttività e dalla possibilità di mettere in circolo quei nuovi soldi che sarebbero gli stipendi dai ai giovani oggi disoccupati che sarebbero liberi di spenderli come meglio credono.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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