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Referendum sondaggi confronto sondaggi clandestini a oggi lunedì e convocazione urgenza Consulta nel pomeriggio su referendum

Cosa dicono i sondaggi clandestini che continuano a circolare sul web: gli orientamenti sul voto al referendum di domenica danno ancora in testa il no




AGGIORNAMENTO: Oltre ai sondaggi che continuano ad arrivare  è appena giunta tra le ultime notizie e ultimissima una novità della Consulta convicata di urgenza per il quesito referendario oggi alle 15,30 sembra per decidere di un ultimissimo ricorso. Vi terremo aggiornati in tempo reale

AGGIORNAMENTO: Abbiamo voluto fare una rassegna di tutti i sondaggi clandestini finora publbicati tra auto, ippica, conclave per vedere a oggi lunedì 28 Novembre chi vincerà tra il sì e il no. 

Manca ormai una settimana circa al referendum costituzionale che domenica prossima 4 dicembre chiamerà al voto milioni di cittadini per decidere se modificare l’attuale Costituzione o meno. In particolare, il voto dovrà essere espresso in risposta alla seguente domanda ‘Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?’. Si tratta, dunque, di più quesiti all’interno di uno  e il voto del s’ o del no sarà riferito a tutti i quesiti posti. Votando sì si decide di modificare la Costituzione mentre votando no si esprime la volontà di lasciare tutto esattamente com’è. Scattato il blocco della diffusione dei sondaggi ufficiali, sono stati vietati anche quelli clandestini ma con poco successo considerando che continuano a circolare sui siti web i sondaggi clandestini, tra conclavi per il nuovo papa, le vendite di auto e le corse di cavalli.

YouTrend, per esempio, riporta le intenzioni di voto relative al Concilio Ecumenico Fiorentino con cui sono state proposte importanti modifiche alla Legge Fondamentale dello Stato (del Vaticano). E sembra che favorito sia San Norberto (il no), che si attesterebbe sui 55 cardinali (55%), mentre San Simplicio (il sì) sarebbe fermo a 45 cardinali (45%). In base all’andamento delle vendite auto, così come riportato dal sito web ScenariPolitici, l'Original Board (No) sarebbe in vantaggio al 54% sul New Board. Gli stessi orientamenti sono quelli che emergono anche dalle corse clandestine di cavalli di RightNation per il Grand Prix de la Costitution, secondo cui Assemblage Heteroclite (no) sarebbe in vantaggio di 55 secondi su Truie Blessee (sì) con 45 secondi.

Questi ultimi dati si riferiscono alle celate rilevazioni sull'andamento delle preferenze di voto per il referendum di domenica prossima che se fino a qualche divideva l’Italia, ad oggi sembra dare in netto vantaggio il no, il che significherebbe sconfitta per il premier che ha sempre creduto in una possibile del sì al voto del 4 dicembre. Si tratta di un appuntamento il cui esito potrebbe ridisegnare gli scenari politici italiani e le ultime notizie di questa settimana hanno anche riportate nuove aperture da parte del leader di Forza Italia al mantenimento dell’attuale governo, risedendosi però ad un tavolo per una revisione e modifiche all’attuale legge elettorale che così come formulata, da quanto chiaramente emerge dai sentimenti di cittadini e del mondo politico, non va assolutamente bene.

Si prospetta, dunque, un’importante settimana al termine della quale diversi attuali assetti potrebbero cambiare, a partire dall’interno della stesa maggioranza che, secondo quanto riportato in queste ultime settimane, potrebbe anche scindersi e dar vita a due forze politiche, una che continuerebbe ad essere guidata dal premier, e una di opposizione interna. E in questo contesto, sono tornate a farsi sentire indiscrezioni che vorrebbero le dimissioni del premier, che solo qualche giorno fa avrebbe dichiarato che in caso di vittoria del no al referendum di domenica prossima, non accetterebbe di essere alla guida di un ‘governicchio’, in riferimento ad un eventuale governo tecnico che si costituirebbe per traghettare l’Italia verso le prossime elezioni del 2018, senza andare, dunque, ad urne anticipate.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il