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Sondaggi referendum clandestini e vietati chi vince tra il sì e no oltre previsioni per regioni, giovani, pensionati, imprenditori

Ecco le ultime rilevazioni del voto costituzionale, anche in riferimento alle scelte nelle regioni e tra pensioni, giovani e imprenditori.




Da qui al 4 dicembre, giorno del voto per il referendum costituzionale, l'attenzione sui sondaggi sarà altissima. Certo, non potranno essere pubblicati, ma le rilevazioni sull'andamento del consenso continueranno a essere effettuate. E c'è anche chi le propone come sondaggi clandestini ovvero sotto forma di conclave per l' elezione del papa (il no sarebbe a 55 cardinali e il sì a 45), vendite di auto (il no sarebbe in vantaggio essendo al 54% e il sì fermo al 46%) o di corse clandestine di cavalli (il sì taglierebbe il traguardo in 55 secondi, il no con 45).

Il voto per il referendum può essere naturalmente analizzato da diverse angolazioni, come quella a livello regionale, rispetto a cui tra le forze politiche i quadri delineati sono piuttosto coincidenti. In particolare il sì viene dato in vantaggio in Toscana, Marche, Umbria ed Emilia Romagna ovvero quello regioni storicamente più spostate verso sinistra. Il no sarebbe davanti in buona parte del sud e delle isole. Più incerta sembra invece la situazione nel nord-ovest e nel nord-est, dove lo scontro tra il sì e il no si gioca all'ultima scheda. E poi è tutta da definire la partita delle grandi città, soprattutto a Roma, dove le parti sembrano piuttosto equilibrate.

Due considerazioni aggiuntive sono necessarie: la prima è l'alta percentuale di indecisi ovvero di coloro che solo a ridosso del giorno del voto prenderanno una decisione su cosa votare. La seconda è il legame sempre più stretto che c'è tra esito del voto e destino politico di questo governo. Appare poi interessante l'ultima rilevazione del voto per fasce d'età da parte di Scenari Politici. Solo gli over 65 pensionati fanno registrare una prevalenza del sì (57% contro 43%) mentre i rapporti di forza si ribaltono nel caso degli under 30 (41% sì e 59% no) e nelle fasce 30-44 (48% sì e 52% no) e 45-65 (45% sì e 55% no).

E tra gli imprenditori? Anche in questo caso c'è una spaccatura. Esiste infatti il Comitato nazionale "Imprenditori per il No", coordinato da Gerardo Santoli vicepresidente nazionale di Confimprenditori, che fa presente come "ci sono migliaia di piccoli imprenditori che sono apertamente schierati per il no e la nascita di questo comitato ne è la testimonianza". A suo dire, "se in Italia le piccole imprese vengono strozzate dalla tassazione elevata, dalla burocrazia pesante, dalla lentezza della giustizia, dagli scandali della corruzione, dal costo del lavoro eccessivo, dal costo della politica e dell'apparato pubblico e dalla mancanza di credito cosa c'entra la Costituzione?". Ed è presente anche una larga fetta di imprenditori qualificati come il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e l'amministratore delegato di Pirelli Marco Tronchetti Provera, che hanno già annunciato il loro sì.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il