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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41 tutto da rifare o bloccate Governo Renzi con sconfitta

Se il governo perde all’appuntamento di dicembre potrebbero prospettarsi diversi scenari con ripercussioni su novità per le pensioni: ipotesi e prospettive




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO nel testo ore 11:22) 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:15): C'è il sì il passaggio del testo a Palazzo Madama, compresa la parte che riguarda le novità per le pensioni, ma ora si deve attendere la consultazione elettorale con tutte le conseguenze che il suo esito potrebbe determinare, anche sulle stesse novità per le pensioni, come visto dalle ultime e ultimissime notizie di queste ore.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Non è che quello che si è fatto finora nell'iter per le novità per le pensioni sia così rilevante, anzi... ma si possono considerare dei metodi di aiuto e sostegno per cittadini con particolari bisogni piuttosto che vere e proprio novità per le pensioni che non lo sono affatto. Ma se il Governo Renzi fosse sconfitte e rimarebbe anche solo per decidere il sistema di voto o in maniera tecnica della ultime notizie e ultimissime può crescere la fondata preoccupazione che se le mini pensioni o quota 41 non venissero fatte, almeno sarebbero posticipate e non di poco. E diversi sono gli indizi.

L’attesa per scoprire cosa succederà dopo il 4 dicembre: stando alle ultime notizie, in base agli esiti del voto, potrebbero prospettarsi diversi scenari politici, ognuno dei quali avrebbe chiaramente conseguenze sulle discussioni dei temi attualmente in discussione, comprese (e soprattutto) le novità per le pensioni. Fino a qualche giorno fa, si diceva che in caso di sconfitta del premier e di sue eventuali dimissioni, prima ritirate come ipotesi poi nuovamente tornate alla ribalta, si sarebbe potuto costituire un governo tecnico  di transizione con il compito di traghettare l’Italia verso le elezioni del 2018. E la maggioranza, in questo caso, avrebbe potuto essere guidata o dall’attuale ministro dell’Economia, scelta che avrebbe avuto ripercussioni negative sulle novità per le pensioni visto che da sempre il responsabile del Dicastero del Tesoro si dice contrario all’attuazione delle novità per le pensioni soprattutto di abbassamento dell’età pensionabile e ancora convinto di dover mantenere le attuali norme pensionistiche così come sono, perché anche sono ancora le uniche che riescono a garantire sostenibilità finanziaria al nostro Paese in questo perdurante momento di crisi; o dall’attuale presidente di Palazzo Madama, o dall’attuale ministro della Cultura, e in questi due scenari per novità per le pensioni sarebbero state certamente rilanciate, considerando che sia presidente di Palazzo Madama che ministro della Cultura sono da sempre a favore dell’approvazione di novità per le pensioni, che siano però più profonde delle attuali mini pensioni e quota 41 limitate, soprattutto perche collegate all’occupazione.

Le ultime notizie, però, sembrano far tramontare l’ipotesi di un governo tecnico, che lo stesso premier ha detto di non volere e di non voler eventualmente guidare, con possibili intenzioni di rimettersi ad un tavolo alla ricerca della definizione di un nuovo sistema elettorale che sia condiviso da tutti, senza governi tecnici, senza elezioni anticipate, senza dimissioni del premier. La maggioranza, come riportano le ultime notizie, esiste e pertanto sarà possibile continuare a mantenere l’attuale stabilità politica, seppur precaria, del nostro Paese. In caso di sconfitta alla consultazione pubblica del prossimo dicembre, però, secondo le ultime notizie, potrebbe affacciarsi l’ipotesi che tutto salti, in quanto il testo unico attuale non potrebbe subire cambiamenti importanti visti i tempi di discussione decisamente ristretti ancora fino al voto finale, ci si rimetterebbe al lavoro su un nuovo meccanismo elettivo, nell’attesa di arrivare alla naturale scadenza dell’attuale mandato e alle elezioni 2018. Se poi la sconfitta fosse davvero pesante, si parlerebbe molto di quanto accaduto, dei motivi che hanno portare ad un tale esito della consultazione popolare, ritardando tutti e in questo tutto a ritardare potrebbero essere anche i Dpcm particolarmente attesi per la definizione di regole ufficiali di funzionamento e tempi di entrata in vigore delle novità per le pensioni di mini pensione e quota 41 che si stanno portando avanti, pur se tra malcontenti e ancora polemiche.

Si tratta di ritardi che, però, non ci si potrebbe permettere: sappiamo quanto fondamentali siano i Dpcm soprattutto in relazione alla definizione di interessi e polizze, con cui serve chiudere accordi con l’associazione degli istituti di credito e le associazioni delle polizze assicurative e se i tempi dovessero dilatarsi molto, si andrebbe decisamente oltre maggio, periodo al momento indicato per l’entrata in vigore delle novità per le pensioni di mini pensione e quota 41, ma anche oltre settembre, che è già stato indicato come tempo di ritardo di possibile entrata in vigore delle novità per le pensioni se dovessero sussistere problemi di conti e domande di mini pensioni superiori al previsto.


Se, infine, la sconfitta alla consultazione popolare fosse davvero pesante e il premier dovesse comunque decidere di presentare le dimissioni e al suo posto dovesse arrivare alla guida della governo il ministro dell’Economia allora sì che ogni speranza di cambiamento per le novità per le pensioni salterebbe. Abbiamo, infatti, già detto quanto il ministro non ritenga che lavorare sulle attuali norme pensionistiche con modifiche sia prioritario, e si tratta di una posizione confermata dalle ultime notizie che chiaramente riportano l’interesse del ministro volto innanzitutto a misure di crescita economica, che non contemplano chiaramente le novità per le pensioni. Ma queste ultime sono state già definite, seppur nei limiti e nei paletti che mini pensione e quota 41 attualmente prevedono, nel testo unico che sarà approvato entro la fine dell’anno, per cui andrebbero avanti, ma, come sopra spiegato, i Dpcm necessari per la loro ufficialità potrebbero decisamente ritrovarsi in un situazione di stallo. Il quadro di incertezza, confusione e timori sembra dunque ben definito e delineato e non resta che attendere l’esito della consultazione di dicembre per capire cosa accadrà realmente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il