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Tfa terzo ciclo, aumento stipendi, bonus merito docenti, nuove assunzioni insegnante e bilancio approvato Governo Renzi

Il Tfa terzo ciclo è solo uno dei tanti nodi ancora irrisolti nel comparto scuola. Le risposte tardano ad arrivare.




Succede adesso che i punti interrogativi sul comparto scuola non riguardano solo il Tfa terzo ciclo, la cui attivazione ovvero la pubblicazione del bando sembra destinata a slittare, bene che vada, al mese di gennaio. Tra le questioni aperte c'è anche quella del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, di cui sono state avviate le trattative, e rispetto a cui le forze sociali vorrebbero includere anche il mondo della scuola. E tanto per non farsi mancare nulla, ecco poi i ritardi nell'erogazione del bonus per i docenti più meritevoli e la partita delle nuove assunzioni con i contorni poco chiari. Insomma, anche questo di fine anno non sembra un periodo molto brillante.

In attesa di novità che continuano a tardare sul Tfa terzo ciclo, è invece ufficiale invece il semaforo verde alla semplificazione dell'attività degli Enti pubblici di ricerca. Di fatto tutti loro (sono complessivamente 21 di cui 14 vigilati dal Ministero dell'Istruzione) vedranno ridursi il carico burocratico e avranno più autonomia nella gestione del budget e nell'assunzione del personale. Lo sblocco del turn over al 100% scatterà nel 2017. Si tratta di un passaggio apprezzato dallo stesso ministro che lo considera "un vero e proprio Sblocca-Enti. Enti che vengono finalmente equiparati alle Università in termini di autonomia statutaria e gestionale".

Di interessante c'è proprio il capitolo relativo alle nuove assunzioni di ricercatori e tecnologi, italiani e stranieri, giovani in particolare, per cui gli Enti non dovranno più attendere l'autorizzazione del Ministero competente o di avere un posto libero nella propria pianta organica. Sotto questo profilo il funzionamento sarà molto simile a quello in vigore per le università. Basta avere le risorse necessario per farlo, rispettando il paletto dell'80% del proprio bilancio. Come spiegato dal Miur, sono favoriti il rientro dei cervelli, la portabilità dei progetti di ricerca, la mobilità dei ricercatori.

Gli stessi Enti sono adesso liberi dal ricorso obbligatorio al mercato elettronico per gli acquisti di attrezzature scientifiche e non sono più soggetti ai controlli preventivi sui contratti per esperti e collaboratori professionali. Infine, ci tiene a far sapere il Miur, ecco le regole più flessibili per le spese di missione. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri prevede anche il recepimento della carta europea dei ricercatori per garantire più libertà di ricerca, portabilità dei progetti, valorizzazione professionale, adeguati sistemi di valutazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il