Rinnovo pubblico, dipendenti Pa, statali, docenti, polizia, miltari, forze ordine: trattativa avanza su regole e aumento stipendio

Continua la trattativa esecutivo-forze sociali sullo sblocco della contrattazione pubblica, mentre Alta Corte boccia in parte le nuove regole della P.A.

Rinnovo pubblico, dipendenti Pa, statali


Continua la trattativa tra esecutivo e forze sociali sul rinnovo della contrattazione del pubblico impiego che potrebbe risolversi con un nuovo emendamento a Palazzo Madama : l’incontro indetto nei giorni scorsi è stato sospeso, lasciando a metà il discorso sugli aumenti degli stipendi degli statali. Solo ipotesi al momento di rialzi che potrebbero essere, in media, di 85 euro. Sarebbe questa la cifra messa sul tavolo dal ministro della P.A. Madia per sbloccare contratti fermi da sette anni, cifra che le forze sociali considerano comunque minima ma decisamente migliore delle poche decine di euro che si prospettavano fino a qualche tempo fa. Le forze sociali hanno chiesto di far rientrare nell’accordo sugli aumenti degli stipendi, che dovrebbero interessare solo i ministeri, anche i docenti del mondo della scuola.

Insieme alla questione del rinnovo della contrattazione dei dipendenti pubblici, sul tavolo anche il superamento della legge Brunetta, con la definizione di nuove regole e criteri trasparenti per la distribuzione dei premi; e la stabilizzazione dei precari. Sono state, però, bocciate le modifiche su un nuovo piano di assunzioni straordinario e sul rifinanziamento del fondo nazionale per i ricorsi legati ai contratti dei docenti e sono state prorogate a fine 2017 le graduatorie dei concorsi pubblici per le assunzioni a tempo indeterminato, decisione presa in modo da permettere prima l’assunzione dei vincitori di concorso. Sono state prorogate anche le graduatorie di Polizia e Vigili del fuoco.

Intanto, l’Alta Corte, venerdì sera, ha dichiarato illegittima parte della riforma della P.A. relativa alle regole della sua attuazione, attraverso i decreti legislativi, con il semplice parere della Conferenza Stato-Regioni. Per la Consulta, è necessaria un’intesa più forte e il suo pronunciamento è arrivato in risposta ad un ricorso presentato dalla Regione Veneto e ora l’esecutivo pensa a bloccare i decreti attuativi sulla dirigenza pubblica e sui servizi pubblici locali, approvati proprio venerdì in Consiglio dei Ministri. Quattro in particolare gli articoli che sono stati dichiarati in parte illegittimi dall’Alta Corte, a partire dall’art.11 sulla dirigenza pubblica; passando per l’art 17 sul riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, con riferimenti anche alla norma sui licenziamenti lampo dei cosiddetti furbetti del cartellino; per l’art 18 sul riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche; per arrivare all’art 19 sul riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di interesse economico generale.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il