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Si ragiona sull'opportunità di proporre in diretta TV e in diretta streaming gratis e per tutti una partita a settimana anche della Serie A italiana.




Settimana dopo settimana si va sempre a caccia dei modi per vedere in diretta streaming gli incontri del campionato italiano di calcio. Succede anche che giornata dopo giornata, accanto alle soluzioni legali fanno sempre la loro presenza quei modi alternativi ovvero gratis per la diretta live dei match della Serie A in particolare e degli eventi sportivi in generale. Tra i casi più comuni c'è quello di Rojadirecta, sempre molto cercato in ogni latitudine, Italia inclusa. All'orizzonte si prospetta però una importante novità ovvero la possibile proposizione di una gara a settimana gratis e per tutti anche della Serie A. Un po' quanto accade, solo in maniera parziale, con le coppe europee.

In attesa di scoprire il destino di questa proposta, la doppia possibilità per la diretta streaming in Italia passa da Mediaset Premium e Sky. Se la prima propone Premium Play, solo per abbonati e limitata alle cosiddette squdre Premium (Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli, Fiorentina, Lazio, Genoa), Sky ha sviluppato Sky Go, anch'essa solo per abbonati, e Now TV. Le immagini delle gare possono essere visualizzate in diretta streaming anche da PC con sistema operativo Windows XP, Windows Vista, Windows 7 e Windows 8.1, Windows 10, Mac con sistema operativo Lion, Mountain Lion, Mavericks, Yosemite, El Capitan, Sierra, iPhone e iPad equipaggiati con almeno iOS 6, i vari smartphone e tablet basati su Windows 10 Mobile e Android, smart TV, Xbox One e Xbox 360, PlayStation 3 e PlayStation 4 e dal Now TV Box che si collega al televisore di casa.

A proposito del disegno di legge per la visione in chiaro e per tutti, sia in diretta TV e sia in diretta streaming, di una partita a settimana anche della Serie A italiana, si legge testualmente che "il mercato dei diritti audiovisivi sportivi assume da sempre un ruolo decisivo non solo per la vita e la sopravvivenza del mondo del calcio, ma anche per la tenuta e lo sviluppo del mercato delle comunicazioni". Per questi motivi, viene ricordato nell'introduzione del testo che è adesso all'esame anche dei piani alti del governo, "nel 2006, il ministro dello Sport Giovanna Melandri aveva deciso di procedere a una riforma strutturale portandola a compimento in tempi brevi, sia pure attraverso un iter legislativo complesso (legge delega 19 luglio 2007 n. 106 e conseguente decreto legislativo 9 gennaio 2008 n. 9)".

Ebbene, la riforma prevedeva, da una parte, la centralizzazione dei diritti sportivi in capo alle leghe e, dall'altra, un sistema di regole per la commercializzazione in linea con i principi comunitari. E ancora: "In una situazione di crisi economica, come quella che ha colpito il nostro Paese negli ultimi anni, il ritorno alla vendita centralizzata ha prodotto un ottimo risultato: ha generato per le casse della Lega di Serie A un aumento di oltre il 70% delle risorse rispetto al 2010 (siamo arrivati a circa 1.300 milioni). A cascata ne hanno beneficiato le categorie professionistiche inferiori, il calcio dilettantistico e il basket".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il