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Rinnovo contratti commercio, turismo, artigiani, metalmeccanici 2016-2017: per chi, di quanto e da quando. Regole

Buone notizie per metalmeccanici, lavoratori del comparto turistico, del commercio e dell'artigianato che potranno godere del rinnovo dei rispettivi contratti nazionali di lavoro




La firma dell’accordo sul rinnovo del contratto è senza dubbio una buona notizia per circa un milione di metalmeccanici italiani. Un accordo che lo stesso presidente di Federmeccanica Fabio Storchi ha definito un importantissimo passo in avanti sulla strada del rinnovamento culturale che deve riguardare il mondo del lavoro. Sia perché è stato raggiunto in accordo con le forze sociali e sia perché vengono contemplate garanzie di base per tutti lavoratori. Rivoluzione che riguarderà anche il welfare che da costo si trasforma in un vero e proprio investimento attraverso la formazione dei lavoratori.

I quindici articoli del testo finale saranno oggetto di un referendum tra i lavoratori stessi. Non dovrebbero esserci soprese sull’esito positivo della consultazione, visto che l’accordo è stato sottoscritto dalle principali forze sociali in campo. Una novità importante che non si era verificata nel quadriennio 2009-2012 quando la Fiom non aveva firmato il testo. Anche in questa occasione è stata necessaria una lunga trattativa, durata circa un anno, che sembra destinata a una conclusione positiva.

Per superare le difficoltà si è rivelato decisivo il tavolo dello scorso 28 settembre durante il quale “Federmeccanica” ha garantito aumenti salariali legati all’andamento dell’inflazione per tutti i lavoratori. L’aumento medio in busta paga, calcolato su un tasso di inflazione del 2,7%, sarà di 51,7 euro. Ai quali si dovranno aggiungere sette euro e sessantanove centesimi provenienti dalla previdenza integrativa, altri dodici euro versati dall’azienda per l’assistenza sanitaria, che verrà estesa anche ai familiari degli operai e tredici euro circa dalla mancata tassazione salariale. Inoltre c’è da tenere in considerazione anche i quattrocento euro in tre anni che giungeranno sotto forma di welfare e ottanta euro (una tantum) da elargire a marzo 2017. Completano il quadro i 7,69 euro previsti per la formazione per un totale che ammonta a 92,68 euro mensili. Prevista anche la formazione di ventiquattro ore pagata in gran parte dalle imprese e la possibilità di modificare il contratto nazionale attraverso accordi aziendali e territoriali.

La significativa riduzione dei contratti, le nove tipologie esistenti saranno riunite, entro la fine del 2017, in 4 aree della durata quadriennale ciascuna, è uno dei punti chiave del patto sul rinnovo contrattuale tra le forze sociali e le associazioni di categoria del commercio e l’artigianato. Gli aumenti di salario non saranno più legati all’inflazione e per favorire una maggiore connessione con i territori è previsto un decentramento contrattuale che si affiancherà alla contrattazione nazionale permettendo anche deroghe territoriali a quanto previsto dal CCNL. Altre novità importanti riguarderanno il premio di produttività e investimenti importanti anche sulla previdenza complementare e sul welfare.

E al termine di tre anni travagliati, costellati da una serie di mobilitazioni e di scioperi, finalmente è andato in porto anche l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale del comparto turistico, uno dei settori più importanti dell’economia italiana. A regime l’accordo prevede un aumento medio di ottantotto euro da destinare in busta paga al personale delle grandi catene alberghiere e degli altri comparti in tre quote diverse: quarantotto euro da novembre, ventotto ad agosto 2017 e infine altri dodici a inizio 2018. Cifre che per i tour operators saranno diverse. Fissata al 20% la soglia massima entro la quale si può usufruire del tempo determinato, con il diritto di priorità per future assunzioni, mentre il tetto si abbassa al 18% per quel che riguarda la distribuzione del tempo determinato.

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Autore: Luigi Mannini
pubblicato il