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Sondaggi referendum il sì sembra recuperare punti sul no / Sondaggi clandestini vietati aggiornati (ultime notizie mercoledì)

Stando alle ultime rilevazioni clandestine del voto mascherate da vendite di auto, la distanza tra il sì e il no è sempre più ridotta.




Manca meno di una settimana alla giornata del referendum costituzionale del 4 dicembre e i sondaggi in corso riferiscono di una situazione più equilibrata rispetto a quella di pochi giorni fa. Naturalmente facciamo riferimento a quelli clandestini perché è vietata la pubblicazione di nuove rilevazione del voto. E sul web stanno iniziando a essere elaborati quelli che, ad esempio, sono proposti sotto forma di previsione di vendita di auto di Scenari Politici. Così come è capitato con le precedenti elezioni, anche questa volta la situazione viene monitorata molto da vicino e c'è da scommettere che lo sarà sempre di più fino al giorno fatidico del 4 dicembre.

Viene così fuori che la immaginaria joint venture Original board ovvero quella "contraria alla delibera", appoggiata da Bugrilli (Movimento 5 Stelle), Silfiat (Forza Italia) e Saablini (Lega), e dunque favorevole al no al referendum costituzionale, è adesso al 51,2%. La joint venture New board, appoggiata dall'ala maggioritaria di Renzault (Partito democratico), "a favore della delibera" ovvero del sì al voto del 4 dicembre, è al 48,8%. Appare interessante notare come le distanze tra le parti sia starebbero riducendo. Solo la scorsa settimana la joint venture Original board 53,5% veniva data al 53,5% mentre la joint venture New Board solo al 46,5%.

A una settimana dal voto Silvio Berlusconi, come promesso, sta intensificando le sue apparizioni televisive per la campagna elettorale e il suo appello è forte e chiaro: "Bisogna andare a votare per un deciso e responsabile no, anche per mandare a casa un Governo che non risolve niente". Con la riforma costituzionale e l'Italicum "si è cucito un vestito addosso" per diventare "il padrone d'Italia", è l'accusa al presidente del Consiglio. Le regole del gioco, invece, vanno scritte insieme. Ecco perché il leader di Forza Italia, dopo una eventuale vittoria del no, continua a "sperare" nella volontà di Renzi di aprire un tavolo sulla legge elettorale, al quale invita a sedere anche "tutte le forze nel nostro Paese".

L'ex Cavaliere punta a modificare l'Italicum tornando "al proporzionale, con un limite per i piccoli partiti per non avere una frammentazione eccessiva del Parlamento". Se invece dovesse vincere il sì, è sicuro Berlusconi, la storia d'Italia "cambierà nel male". È per scongiurare questa ipotesi, mosso "dal senso di responsabilità" verso il Paese che ama che è tornato in campo. E per lo stesso senso di responsabilità, dice, che potrebbe anche ricandidarsi dopo una pronuncia favorevole della corte di Strasburgo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il