BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Rinnovo, sblocco stipendio contratti e aumento pubblico impieo, docenti,statali,forze ordine: riunione resoconto oggi 30 Novembre

Come proseguirà la trattativa sul rinnovo della contrattazione pubblica, le novità da aspettarsi nei prossimi giorni per statali e non solo




AGGIORNAMENTO: Secondo alcune delle fonti presenti si starebbe pensando di aggirare il problema degli 80 euro di bonus con in caso di scostamento, inserire una parte di welfare nl contratto e negli stipendi aumentati come negli altri contratti appena rinnovati con aumento. C'è inoltra la decisione di far rientrare anche i docenti e tutto il settore pubblico quindi anche le forze dell'ordine, polizia carabinieri, vigili del fuoco, etc

AGGIORNAMENTO: E' dalle 11 di oggi 30 novembre che come avevamo preannunciato è iniziata la riunione e proseguirà in maniera continua nella speranza di trovare una risposta all'aumento che occorre capire come si interscherà con il rinnovo delle regole, il bonus degli 80 euro e il quadro generale dell'intera PA. Ovviamente vi daremo tutte le ultime notizie e aggiornamenti sul resoconto. Stanno partecipando Madia, alti dirigenti PA e tutti i segretari delle forze sociali

AGGIORNAMENTO: Si riprende oggi mercoledì 30 Novembre alle ore 11 una riunione molto importante tra le forze sociali e gli esponenti della maggioranza per cercare di arrivare all'accordo sul rinnovo dei contratti del pubblico, ovvero statali, dipendenti pubblici, forse docenti e alcune forze dell'ordine. Vi terremo informati con il resoconto di quanto accade.

Sospesa la scorsa settimana la seduta tra forze sociali e governo Renzi sulla trattativa per il rinnovo della contrattazione del pubblico impiego, all’indomani della sentenza dell’Alta Corte che ha bocciato parte della riforma della Pubblica Amministrazione, l’intesa per un aumento degli statali, fermi ormai da sette anni, potrebbe diventare più difficile. Ma andiamo con ordine: all’indomani della scorsa riunione tra forze sociali e ministro della P.A. Madia, le ultime notizie trapelate parlavano di un ipotetico aumento degli stipendi, in media, di 85 euro. Si tratta di ipotesi di cui ha parlato lo stesso ministro della P.A. Madia per sbloccare contratti fermi da sette anni che, comunque, le forze sociali hanno chiesto di modificare ancora e di far rientrare nell’accordo anche i docenti del mondo della scuola. Le discussioni hanno anche interessato il superamento della legge Brunetta per la distribuzione dei premi e i piani di stabilizzazione dei precari.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro Madia, però, per gli aumenti comunicati, bisognerà comunque procedere prima con una verifica delle risorse. Sembra, infatti, che le coperture attuali non basterebbero, considerando che la cifra stanziata per il rinnovo della contrattazione pubblica è pari a 1,9 miliardi totali, destinata anche a coprire il rinnovo degli 80 euro alle forze dell'ordine e le nuove assunzioni della Pa. Per quanto riguarda le attese novità per le forze dell’ordine, dovrebbe essere definita una loro la riorganizzazione, mentre tra le forze di polizia interessate dagli aumenti degli stipendi vi sono i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e le forze di polizia. All’indomani di queste ultime novità risultato della scorsa riunione con le forze sociali, le stesse forze sociali hanno ufficializzato la nuova convocazione ricevuta direttamente dal ministro della P.A. per mercoledì 30 novembre, con possibilità che si proroghi fino a giovedì 1, occasione in cui si tornerà a parlare della trattativa per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

Il punto è che all’indomani della sentenza della Corte costituzionale, che ha bocciato in parte la riforma della pubblica amministrazione, lo stesso ministro Madia ha spiegato che la situazione si prospetta decisamente complicata, considerando che si tratta di una sentenza che è stata resa nota proprio durante la trattativa con i sindacati. La trattativa sulla revisione della contrattazione pubblica, infatti, non riguarda solo gli aumenti eventualmente di 85 euro dei dipendenti pubblici ma anche modifiche normative per alcuni istituti, come la valutazione o il salario accessorio, e dopo la sentenza resta da capire come portare avanti gli impegni sulla parte normativa e l’andamento dell’intesa con le regioni. Il rischio è che tutto potrebbe bloccarsi. La sentenza dell’Alta Corte va, infatti, ad interessare quattro decreti, dichiarati in parte illegittimi.

Si parte ddall’art.11 sulla dirigenza pubblica; passando per l’art 17 sul riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, con riferimenti anche alla norma sui licenziamenti lampo dei cosiddetti furbetti del cartellino; per l’art 18 sul riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche; e arrivando all’art 19 sul riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di interesse economico generale. Si tratterebbe di regole la cui attuazione è stata definita attraverso i decreti legislativi con il semplice parere della Conferenza Stato-Regioni, mentre per la Consulta serve un’intesa decisamente più forte. Bloccati, intanto, i decreti attuativi sulla dirigenza pubblica e sui servizi pubblici locali, approvati proprio venerdì in Consiglio dei Ministri, ma che non vedranno mai, per ora, la luce.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il