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Pensioni ultime notizie Ape Social, pensioni quota 41, Ape Volontaria e pensioni a 64 anni: regole nuove pensioni anticipate

Quali sono le regole per anticipare l’età pensionabile tra ultime novità per le pensioni e ultimi chiarimenti dell’Istituto di Previdenza




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:47): Continuano a essere molto frammentato il quadro della previdenza italiana e le novità per le pensioni introdotte dalla maggioranza non semplificano affatto il sistema. Anzi, prevedono eccezioni e differenze, particolarità, correzioni e sperimentazioni che, come vediamo dalle ultime e ultimissime notizie, rendono difficile capire quando andare in pensione.

Andare in pensione prima con ape volontaria, ape social, quota 41 o anticipare la pensione a 64 anni: sono queste le nuove regole per abbassare l’età pensionabile. Ma vediamo quali sono le regole di pensionamento previste dalle ultime novità per le pensioni. Partendo dal’ape volontaria, permette ai nati tra il 1951 e il 1953 di anticipare l’età pensionabile fino a tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e tre mesi, quindi portando l’età a 63 anni, con un requisito contributivo di 20 anni, che diventano 30 se si tratta di persone rimaste senza occupazione e 36 anni se si tratta di lavoratori impiegati in occupazioni faticose. Per andare in pensione prima bisognerà accettare penalità sulla propria pensione finale, con, però, interessi e polizze che devono ancora essere definite da accordi tra la maggioranza e le associazioni degli istituti di credito e associazioni delle polizze assicurative, e decurtazioni dovute alla restituzione della mini pensione percepita per anticipare la pensione finale. Quest’ultima sarà erogata dagli istituti di credito attraverso l’Istituto di Previdenza. Costi di rimborsi, interessi e polizze si azzerano per le categorie di persone considerate svantaggiate.

Stiamo parlando di coloro che sono rimasti senza occupazione, sono gravemente malati o disabili, o sono impegnati in occupazioni faticose. Per quanto riguarda malati e disabili, non tutti potranno accedere alla cosiddetta ape social, la mini pensione senza oneri cioè. Gli invalidi, infatti, dovranno dichiarare, accertandola ovviamente, una percentuale di invalidità dal 74% in poi per cui l’ape non avrà alcun costo per chi ha una invalidità riconosciuta dal 75%; per quanto riguarda invece la malattia, i malati gravi sono quelli affitti dalle malattie comprese nella legge 104/1992 e rientrano nella categoria di persone che possono richiedere l’ape social anche i famigliari che assistano un coniuge o un parente di primo grado gravemente malato o portatore di handicap da almeno sei mesi, o chi abbia esaurito tutti i sussidi di disoccupazione da almeno tre mesi.

La richiesta per l'Ape dovrà essere presentata all'Istituto di Previdenza e ottenuto il via libera dell’Istituto di Previdenza sul contratto finale, l’Ape inizierà ad essere pagata entro 30 giorni lavorativi. Ricordiamo che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo maggio 2017, ma mancano ufficialità in tal senso. Anche per l'Ape social si dovrà presentare direttamente richiesta all'Istituto di Previdenza e la mini pensione che non potrà essere cumulata con altri redditi percepiti nè ammortizzatori sociali. La durata minima dell'Ape è di sei mesi, quella massima di tre anni e, stando alle ultime notizie, il suo importo non potrà essere inferiore al 50% (anche se si attendono conferme ancora in merito) della pensione futura. Stando alle ultime, la pensione lorda futura non potrà essere inferiore a circa 700 euro al mese, considerando che il trattamento minimo è di circa 500 euro al mese.

Per quanto riguarda le occupazioni faticose, quelle cui si riferimento ufficialmente comprendono facchini, spazzini, infermieri e ostetriche; maestre d’asilo nido ed educatori di asilo; lavoratori edili, dell’industria estrattiva e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; conciatori di pelli e di pellicce; macchinisti e personale viaggiante ferroviario; impiegati addetti ala lavorazione dell’amianto; autisti di mezzi pesanti e camion, che vantino occupazione in siffatte attività da almeno sei anni consecutivi. Passando alla quota 41, vi potranno accedere tutti coloro che essendo entrati sin da giovanissimi nel mondo occupazionale, cioè a 14, 15 anni, entro il 19esimo anno di età abbiano maturato almeno 12 mesi di contribuzione e a patto che siano persone cosiddette svantaggiate, cioè anch’esse rimaste senza occupazione, che siano malati gravi o invalidi, o impiegati in attività faticose. Insieme a queste ultime novità per le pensioni, le ultime notizie riportano una nuova circolare dell’Istituto di Previdenza che permetterà ad alcuni lavoratori di anticipare l’età pensionabile.
 
Il Decreto Legge 201/2011 aveva stabilito la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato di andare in pensione a 64 anni di età con almeno 36 anni di contributi maturati o 61 anni di età e 35 di contributi, entro il 31 dicembre 2012. Per le lavoratrici dipendenti del settore privato, i requisiti per il pensionamento sono stati fissati a 60 anni di età e 20 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012. Per poter avere accesso a questa possibilità di pensionamento anticipato, sia per uomini che per donne, la condizione stabilita è stata che al 28 dicembre 2011, data di conversione del decreto legge 201/2011, i lavoratori risultassero impiegati in attività lavorativa dipendente nel settore privato. La nuova circolare estende la platea di coloro che possono andare in pensione a 64 anni anche se al 28 dicembre 2011 non era impiegati con contratto dipendente. Si tratta di una possibilità che non vale per i lavoratori del pubblico impiego o lavoratori autonomi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il